La fine del mondo secondo me…

 

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Dicono che sono gli ultimi tempi da almeno 50 anni, i teorici del complotto o i seguaci delle teorie degli antichi astronauti, fanno vedere apocalittici scenari di guerra.

Nel 2012 sarebbe dovuta arrivare una tempesta solare così forte da spegnere tutti i sistemi informatici, la luce, gli impianti di scarico delle acque e molto altro.

Ci saremmo ritrovati, in parole povere, come nel Medio Evo. Accidenti, chissà che delusione sarebbe stata per quelli che vogliono piazzarci dei Microchip nella mano molto presto, cosa accadrebbe se la nostra sola moneta fosse il baratto e le nostre macchine fossero sostituite da efficienti animali da soma?!

Devo dire che a me non dispiacerebbe se l’umanità cominciasse ad essere unita come non lo è mai stata. La crisi dopotutto dovrebbe servire a questo, a riprendersi da essa riscoprendo il valore di sentirci tutti uguali sullo stesso piano, senza più distinzioni di pelle e di razza o di piano sociale-economico.

Il più grande beneficio tra le comunità avviene solo laddove ogni individuo non compia gesti dedicati e dovuti solo a sé stesso, ma si muova principalmente per gli altri, arricchito più dal dare che dal ricevere. E’ meraviglioso in questo senso leggere libri che trattano di questo argomento, uno tra i più belli che stiamo leggendo ultimamente è: “CAMBIARE VITA IN 7 GIORNI” di Paul McKenna, che parla dell’importanza di dare agli altri, della conseguenza sul nostro spirito che sarà esortato ad essere positivo nei confronti di noi stessi, portandoci ad una consapevolezza che renderà serena la nostra esistenza fino a cambiarla in modo decisivo! Pensare positivo è uguale ad avere cose positive.

Ormai abbiamo perso ogni tipo di rispetto nei confronti dei nostri simili, non crediamo più nei sentimenti, ci sentiamo persi al punto da pensare che l’unica soluzione a volte sia farla finita, o al contrario ci chiudiamo sotto una campana di vetro perché non crediamo più nel prossimo, nelle nostre qualità e nella buona fede altrui.

Ho letto, proprio questa mattina, un’interessante lettera scritta da un ragazzo di 34 anni al padre, dove si sottolineano differenze e sofferenze generazionali, rappresentate da un lato da coloro che 30 anni fa credevano pienamente in quello che facevano battendosi per i propri diritti e attuando rivoluzioni per vederli realizzarsi, e da coloro che oggi, 30 anni dopo, dimostrano solo apatia nei confronti di ogni cosa, non hanno emozioni e soprattutto non conoscono alternative alla noia.

Dice più o meno così: << Non escludo che sia io stesso a non essere in grado di cogliere appieno questo mio tempo. Non escludo di sbagliarmi totalmente. Eppure, questo profondo senso di apatia, di noia, di disinteresse giovanile, io non lo medito fra me e me chiuso nella mia camera da letto. Io lo vedo, lo colgo, lo percepisco nei volti di noi giovani, noi affamati di vita, noi ambiziosi, noi abbandonati a noi stessi>>.

Sono parole che mi fanno riflettere, dato che sono espresse da un mio coetaneo.

Eppure credo che di persone positive che ci possono aiutare ce ne siano molte, solo che sono invisibili perché non fanno notizia.

C’è sempre quella grande forza in noi, anche quando non la vediamo.

Io direi che la fine del mondo è già qui, da quando abbiamo smesso di amarci e rispettarci l’un l’altro e da quando abbiamo smesso di rispettare la natura, che ci ha dato tanto, e che abbiamo ringraziato depredandola della sua reale bellezza.

Vorrei poter sopravvivere a tutto questo, voglio poter vedere crescere le mie figlie, vederle diventare donne felici e realizzate, voglio vivere per poter garantire loro un futuro ancora migliore di quello che è toccato a me.

Eppure non so neppure se domani sorgerà il sole, e quindi non so se sarò ancora qui per vederlo.

Sento di vivere in un’epoca sbagliata, senza più il senso del pieno e del vuoto, siamo anime che girano alla ricerca disperata di quell’amore che tutti ci hanno descritto come la più grande tra le risorse, la primordiale sensazione e la più vera in assoluto ma che si rivela come la meta più irraggiungibile, a quanto pare.

Noi, pirati senza rotta, siamo raggi senza sole e sole senza i suoi raggi.

Spetterà a noi risplendere!

Mi piacerebbe concludere questo capitolo con le frasi finali di questa lettera, pensando che vorrei dire a mio padre le stesse cose, pur essendoci tra noi una differenza di soli 24 anni e molti chilometri e divergenze di opinioni di distanza: <<Non ci resta, che aspettare, sperare, costruire. Perché sempre, laddove c’è un vuoto, emerge qualcosa di nuovo. E la novità serve alle nostre giovani menti più dell’ossigeno, più del computer, più dell’amore>>.

No, anzi, concludo con il mio motto: siate la Vostra Luce!

Letizia Turrà

https://www.bookrepublic.it/book/9788867559732-manuale-della-mamma-fai-da-te/

Photo: Eugenio Fotography (Facebook)

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