Non reprimere le tue emozioni. Non farlo mai.

-Non reprimere le tue emozioni; fa che vengano fuori, non importa quanto male faccia, una volta passate sembreranno un miraggio lontano e il dolore finirà per dissiparsi, diventando anche qualcosa di buono. Piangi, ma ricorda che sono qui e che possiamo chiudere gli occhi insieme. Chiudi gli occhi adesso, inspira col naso aria buona e fai fuoriuscire il veleno dalla bocca. Quella è aria di scarto, non ti serve, così come i pensieri negativi che ora accerchiano la tua mente.

-Sono stanca. Non so perché mi sento così, sono davvero stanca.

Non riesce a smettere di piangere. Non riesco a farla smettere, e mi sento improvvisamente impotente, venendo travolta da un profondo senso di inadeguatezza. So perfettamente come si sente perché io la sento, sono stata adolescente come lei, ho avuto bisogno di quell’abbraccio che al contrario nessuno sapeva o poteva darmi.

Quante cose sarebbero state diverse, se qualcuno mi avesse parlato con una tale prontezza. Ci vuole saggezza e coraggio per essere forti di fronte a tuo figlio che piange. Perché non è una persona qualsiasi, è qualcuno che è stato nel tuo ventre per tanto tempo e quel nutrimento che gli hai dato è diventato il pane quotidiano composto con un’infarinatura di litigi, incomprensioni, urla, baci, abbracci, delusioni, arrabbiature e riunioni con i professori, voti positivi e voti negativi, giornate partite bene, ed altre, iniziate e proseguite con fragilità.

Le chiedo allora di pensare a una valle verde: ci siamo solo lei ed io, sedute su un prato pieno di fiori gialli e bianchi; ci sono le montagne, nuvole bianche e grandi e un cielo azzurro come quello dei dipinti.

-Inspira e pensa a questa valle verde ogni volta in cui penserai a me.

Ci abbiamo messo un po’, ma alla fine è andata a scuola; i suoi occhi, già grandi, erano diventati enormi diamanti e brillavano a causa di quelle lacrime.

Il suo è un disturbo invisibile. Non si vede, è dentro la sua mente, una mente brillante e talentuosa avviluppata da un groviglio che a volte le crea enormi ostacoli e difficoltà, una caratteristica con la quale si nasce e che la rende ancor più speciale. Un disturbo neurobiologico che ha il nome di Dsa.

Noi ci conviviamo ormai troppo bene, ci siamo educati alla bellezza, contro ogni volere di una società che ti vorrebbe omologato. La bellezza è qualcosa che ti devi imporre di vedere, devi diventare cosciente della sua esistenza, devi sentire la sua presenza, devi afferrarla e apprezzarla, più che mai.

Così ho stretto più volte mia figlia e le ho ricordato di quanto sia bello e importante lasciarsi andare. Di quanto la stanchezza sia qualcosa che tutti sentiamo dentro di noi, persino io e suo padre quando fatichiamo a sollevarci dal letto la mattina per recarci al lavoro.

La stanchezza è anche bellezza, vuol dire che sei vivo. Oggi ho ricevuto un messaggio bellissimo, conteneva le parole di Peppino Impastato, ucciso nel 1978:

Educare la gente alla bellezza: perché in uomini e donne non si insinui più l’abitudine e la rassegnazione ma rimangano sempre vivi la curiosità e lo stupore.

Mi auguro che un giorno mia figlia potrà rappresentare il cambiamento nel modo di pensare delle persone che incontrerà e che vi sia una reale presa di coscienza di questo disturbo invisibile; che tutte le persone siano valutate per le loro qualità umane, senza più distinzioni né eccezioni.

Nel frattempo uso le mie braccia per avvolgerla, come ogni madre dovrebbe fare.

Sono qui e sarò qui ogni volta in cui, chiudendo gli occhi, vorrai scorgere la nostra valle verde.

Letizia (la mamma)

7 pensieri su “Non reprimere le tue emozioni. Non farlo mai.

  1. Quegli occhi questa mattina mi hanno dato una pugnalata nel cuore, mi faceva male vederla così. Poi però ho pensato che lei almeno riesce a piangere, tu lo sai, amica mia, mio figlio si è ammalato per tenersi tutto dentro. I nostri figli sono Fantastici ed Unici a loro modo. Chissà quando questo mondo finirà di cercare di calpestarli. Le nostre braccia ci saranno sempre fino al nostro ultimo respiro per loro.

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