Quella voglia folle di abbracciare mia madre.

Ieri sera ho avuto una voglia folle di riabbracciare mia madre.

Ormai con il passare del tempo sono arrivata a pensare a me come se fossi io il genitore tra le due, e lei la bambina che non è mai potuta crescere.

Sarà che rimpiango una donna bellissima che ho visto sfiorire.

Mia madre teneva molto al suo aspetto, era sempre truccata e ben vestita, portava spesso lo smalto rosso sulle unghie con una sola linea al centro, come si usava portarlo in quegli anni.

Aveva le mani e il corpo magrissimi, la pelle diafana e un cespuglio enorme di capelli scuri. Piccola, minuta, ma con due occhi grandissimi in grado di catalizzarti.

Era diventata un giunco quando la vidi l’ultima volta. Sarà un ricordo che non potrò mai rimuovere dalla mia mente. Nessuno riuscirà mai a convincermi del fatto che “doveva andare così”. Vaffanculo – ho pensato spesso – perché a me non andava bene per niente che fosse andata così.

Vorrei abbracciarla perché talvolta mi pento del mio essere stata una bambina tanto spinosa e capricciosa. Ero aspra come il limone, spigolosa e viziata, e ho ricevuto più abbracci da lei di quanti avrei dovuto dargliene. Mia madre mi ha insegnato davvero cosa fosse l’amore, quello che non richiede NULLA in cambio; quello che si dà senza avere paura di niente. Forse se l’avessi abbracciata di più non sarebbe stata tanto triste, e forse adesso sarebbe ancora qui.

Non sono mai più riuscita a provare lo stesso sentimento che nutrivo per lei. Nei rapporti che ogni giorno intraprendo, penso al fatto che prima o poi dovrò adeguarmi al distacco, allo sconforto che deriverà dalla delusione, al senso di abbandono che tanto sembra voler contornare la mia esistenza. Ma un amore come quello nostro…è impossibile da trovare.

Solo con le mie figlie riesco ad esprimere appieno ciò che da quell’amore sono riuscita a estrarre.

Di giorno sono spesso felice. Però la sera, quando il silenzio si fa pesante ed io ho paura di quello che sognerò di notte, in quell’istante desidero ardentemente di abbracciarla. Non di essere abbracciata, ma di abbracciarla, che è molto differente.

Alcune notti più di altre, ma il desiderio è sempre lo stesso.

Letizia Turrà

Musica di Claudio Baglioni – “Fotografie”