#Pensiero del giorno 1709

girl walking towards the sea

Siamo CHI scegliamo di ESSERE.

Non ci sono trascorsi che tengano, se non siamo noi a stabilire che quello che molti definiscono “passato” dovrà segnare il nostro cammino.

Ogni giorno dovreste ripetere a voi stessi: Io non sono i miei genitori.

Non sono ciò che mi hanno insegnato o il male che mi hanno fatto.

Posso scegliere di essere diversa da tutto quello che mi è stato inflitto o che è stato erroneamente tramandato attraverso i dialoghi sbagliati, i pregiudizi sul mio aspetto, quelle idee imposte che non combaciavano con i miei bisogni.

Non concederò l’alibi a me stessa di pensare che quello che mi hanno fatto possa influire su come mi comporterò nella vita.

Ogni giorno dovreste ripetere a voi stessi quanto siete importanti per voi e per il resto del mondo e dimenticare, anche solo per un istante, il male ricevuto.

Letizia Turrà

Essere orfani

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Hanno qualcosa di differente negli occhi, gli orfani.

A volte orfani di carezze o di attenzioni che rendano migliori l’esistenza; molto più spesso prede di un’assenza trasformatasi in solidità, e reale consapevolezza d’esser rimasti soli al mondo.

Gli occhi dell’orfano si modificano diventando lago ghiacciato; basta un colpo malfatto nella crepa, ed ecco fuoriuscire di colpo l’acqua, copiosa, inarrestabile, che tutto modifica e tutto spazza via in un sol colpo.


Hanno la tenacia di chi vuole difendersi, gli orfani, di chi lotta per donare un sorriso a qualcuno che si sente triste per i più disparati motivi.


L’orfano può essere molto empatico e al tempo stesso trasformarsi nel peggiore omicida che tu abbia mai potuto incontrare.


Il distacco è la parte più viva nel loro inconscio, non faticano a lasciare andare le persone perché la vita ha chiesto loro di essere forti, più forti della roccia che raffigura ogni privazione.


Hanno il coraggio iniettato negli occhi, gli orfani, e tanta rabbia che imparano a domare con virtuosità.


Hanno la solitudine nel cuore, gli orfani, poiché sanno che nulla ci appartiene veramente, che tutto è destinato a terminare, un giorno dopo l’altro.


Se incontrate un orfano, riconoscerete subito questi tratti distintivi della sua personalità.


Poiché essere orfani non è qualcosa che trasforma solo noi, ma anche coloro che si imbattono sulla nostra strada.

Letizia Turrà

Pensiero del giorno #0209

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È così che faccio con tutto ciò che amo davvero: lo nascondo, sicura di stare proteggendolo.

Se assecondo troppo la luce del sole, temo di lasciare scoperto il cuore; così facendo rischierei di lasciare entrare chiunque si avvicendi.

Allora ancor più mi chiudo in me stessa, costruendo un involucro di sentimenti tutti differenti: il bene alla luce del sole, l’amore tenuto nascosto, al sicuro, dentro di me.

Letizia Turrà

Grazie per ciò che è stato.

È stato piuttosto triste, perché negarlo. Si diventa tristi anche quando si perdono piccole cose a cui davi valore; e non è necessario che fossero grandi di dimensioni, poiché erano grandi nel cuore.

Nove anni passati al nostro fianco, ti abbiamo accudito e amato oltremodo e sei diventato il quinto elemento della famiglia. Nove anni in cui tutti gli amici sorpresi si chiedevano come fosse possibile possedere un pesce rosso così longevo!

Sono stati tanti i momenti felici, che nel momento in cui sei morto, anziché piangere ho voluto (e ho dovuto) ringraziarti per quel che era stato.

Grazie per aver reso le nostre vite felici e piene, sei stato fortunato perché sei stato molto amato.

È questo che ho detto alle bambine quando sono scoppiate in un pianto inconsolabile.

Della morte non dovremmo piangere ma ringraziare con fiducia, con fede, e sapere che una vita ha senso se è stata sì ricolma d’amore.

Il tuo posto è vuoto ora, nell’aria la brezza estiva e in sottofondo il profumo di un sugo di pomodoro.

Guardo la boccia, ma non è più ricolma d’acqua. Vorrei si smaterializzasse da sola. Vorrei sparisse dalla mia vista.

Resto seduta qui, davanti a un computer a elaborare internamente quanto mi sta succedendo.

Sempre io a chiedermi come mai te ne sei andato proprio ora che mi sento più fragile, in un momento in cui un tuono è giunto a squarciare il mio cielo.

Non trovo, e non voglio forse, sapere se c’è una spiegazione. Ripeto a me stessa che devo essere sempre più forte, che non devo mollare, che devo ringraziare il vento che ora scuote leggermente i fili d’erba del mio giardino, che devo gioire per la mia vita ancora presente, anche quando sento che vorrei abbandonarla.

Grazie di tutto Nino. Grazie.

Leti.

#Pensiero del giorno

man sitting on brown grass field playing with smoke

Che male c’è se tutto quello che voglio è racchiuso nella semplicità?

Che male c’è se non pretendo nulla, se parlo poco, se scelgo accuratamente le persone con cui confessarmi, se l’unica felicità che ritengo di conoscere si cela dietro una nostalgia consapevole?

Cerco solo umanità in mezzo al nulla, perché nulla mi aspetto.

Voglio solo giornate verdi, campi incolti, spighe dorate.

Voglio un cielo sotto cui respirare e gambe, per camminare lentamente verso strade che non conosco.

Voglio acqua sul mio cammino che mi rinfreschi e sassi su cui inciamperò, per rimpiangere le mie scarpe.


Letizia Turrà

ph: Unsplash.com

Non è niente, sono qui; ci sono sempre, e ti aspetto.

My mother Maria Teresa

Io ti aspetto, ti aspetto sempre.

So che un giorno non molto lontano io ti ritroverò.

Mi affaccerò alla finestra, e là ti vedrò, con il tuo sorriso magnetico che mai potrò smettere di amare.

Sorrideremo insieme, e tutto mi sarà stato più chiaro e ogni dubbio verrà placato: il peso che per tutti questi anni ha attorniato il mio petto, gli incubi che tormentavano le mie notti, quel bisogno estremo di solitudine che mi portava a stare lontano da tutti, il senso enorme di vuoto seppure la mia vita fosse piena.

Giungerai con un vestito bianco e nel mio cuore proverò un sussulto alla sola tua vista.

Finalmente varcherò quel cancello che ci separa e ti stringerò la mano, forte, e tu farai lo stesso.

Abbracciandoti annuserò l’odore dei capelli tuoi ormai sbiaditi; sapranno di rosa e di un mare cobalto; la tua stessa pelle saprà dei coralli che imprigionano i pesci e i tuoi occhi saranno il miele che scorre sugli alberi in primavera; le tue parole saranno il suono caldo d’agosto e le tue labbra, l’afa dopo una pioggia copiosa.

Io ti aspetto, ti aspetto sempre. Ti aspetto come l’alba aspetta il giorno, e il declino del giorno la notte.

Sei parte dei ricordi in cantina, delle parole ammassate nei miei libri, delle pagine di un vecchio quotidiano, dei sorrisi delle mie figlie, dell’orgoglio di appartenere a te e a papà, dei giorni in cui ti ho odiato e poi ti ho compianto, del declivio che ha accompagnato le mie perenni salite.

Auguri mia amata, dovunque ti trovi, io ti sono accanto proprio tanto, e come ogni persona che ama, ti aspetto.

Io ti aspetto, ti aspetto sempre.

Letizia Turrà

(Dedicato a mia madre per i suoi 56 anni non compiuti)

46 Cose da sapere per diventare #saggi

woman wearing white dress sitting sofa chair

Ci sono diverse cose che dovremmo sapere se vogliamo raggiungere la saggezza:


Saper lasciare andare ciò che non ci appartiene perché mai niente ci apparterrà davvero.

Saper proseguire dopo una delusione cocente.

Saper credere che esiste la bellezza collaterale, e che essa governa questa Terra.

Saper sorridere e accantonare le sconfitte.

Saper dire “NO” quando occorre.

Sapersi dire SI con l’autentica voglia di premiarsi.

Sapersi guardare allo specchio, senza vergognarsi di quel che siamo diventati.

Saper dire ai nostri figli cosa veramente ci fa male, e abbracciarli forte, perché ci insegnano miliardi di nuove nozioni oltre a nutrirci di emozioni che costituiranno i nostri reali valori.

Sapere accettare anche un’esistenza senza figli, perché quello che conta è essere fieri delle proprie scelte.

Sapere che invecchiando potremmo diventare come i nostri genitori, se non peggio.

Sapere che tutte le persone hanno dei limiti e non dobbiamo per questo biasimarle.

Sapersi complimentare con chi ha fatto un ottimo lavoro.

Sapere che ci sarà sempre qualcuno che non riconoscerà il nostro operato, e mancherà di rispetto al nostro ruolo.

Saper godere della felicità emanata da un altro che ha raggiunto un traguardo per noi difficile.

Sapersi complimentare con chi fa scelte che noi non comprendiamo, perché la scala di priorità di ciascuno di noi è differente, e tutti vanno rispettati.

Sapere che i confronti della nostra vita con quella altrui non servono a nulla, ma proprio a nulla, se non a renderci infelici.​

Sapere accettare le diversità e difenderle con i denti, se necessario.

Saper festeggiare in ogni momento.

Sapere quando è il momento di restare in silenzio.

Sapere quando è giusto parlare, e schierarsi nei confronti di qualcosa che ci rappresenta.

Sapere che siamo ricchi un giorno e poveri un altro, senza farne un dramma.

Sapere evitare con destrezza certi pettegolezzi o maldicenze.

Sapere valutare tutte le informazioni che ci vengono date, con raziocinio.

Sapere che ci sarà sempre qualcuno che vive per noi e attende una nostra telefonata.

Sapere che talvolta le persone rimangono nel nostro cuore, ma non per forza nella nostra vita.

Sapere che ci sarà sempre qualcuno che fa qualcosa meglio di noi.

Sapere che possiamo solo imparare da chi ne sa più di noi.

Sapere riconoscere i segnali del nostro corpo, imparando a rispettarlo.

Sapere che ci sono cose che non si possono comprare.

Sapere accettare che alcune cose che si possono comprare, non rientrano tra quelle che possiamo economicamente permetterci.

Sapere gestire le compulsioni e le ossessioni.

Sapere che uno schiaffo oggi, può tramutarsi in una carezza domani.

Sapere che se un giorno ci sentiremo feriti, ne giungerà subito un altro in cui saremo noi a ferire.

Sapere che esiste una causa-effetto per ogni cosa.

Sapere che esistono il bene e il male.

Sapere scegliere quali fra le due cose si desidera applicare senza dimenticare gli esiti.​

Sapere che esiste un coraggio oltre le nostre paure.

Sapere che niente è così piccolo e insignificante al punto da doverci far sentire più grandi.

Sapere che le apparenze ingannano, eccome. 

Sapere piantare un albero, coltivare un orto, stringere la terra tra le mani.Saper praticare tutto con passione.​

Sapere quando è il momento di partire.

Saper decidere quando è il momento di restare più a lungo.

Saper pronunciare parole sensate come “grazie”, “ti penso”, “ti voglio bene”, “ti amo”.

Sapere che non si può piacere a tutti, e che comunque non è assolutamente necessario che questo avvenga per forza, per sentirci compiaciuti e accettati.​​

Sapere che sempre, qualunque cosa staremo attraversando, nonostante la vita ci sottoporrà a delle prove che non possiamo superare, esiste una forza enorme, potente, grandiosa senza la quale non potremmo vivere.

Sapere perdonare tutti coloro che non sono stati come avremmo voluto, e perdonare e abbracciare noi stessi, più spesso di quanto già non facciamo.


Letizia Turrà ​

woman hiding her face using bouquet

#sincronicità

Suona orribile da dire, ma col tempo ho compreso che non esiste alcuna sincronicità tra certe persone.

A causa dell’entusiasmo iniziale siamo solo portati a pensare che esista un collegamento alchemico, che il destino ci abbia fatti incontrare, che ci deve essere una correlazione tra l’universo, quelle splendide persone, e noi.

Non sempre è così.

Nella realtà più cruda probabilmente incontreremo persone “specchio”, vale a dire quelle che molto ci assomigliano al punto da sembrarci quasi i fratelli che non abbiamo mai avuto.

Stiamo in quel caso conoscendo meglio noi stessi e questo ci farà incappare anche nelle parti di noi che teniamo oscure e celate. È principalmente la nostra stessa energia che attira quel genere di persone.

Ecco perché bene e male si intersecano così facilmente nella nostra vita, con un ritmo costante che ci fa sentire quasi in subbuglio.

Altro che alchimia magica! Prima ce ne accorgeremo, prima ci scrolleremo di dosso la polvere della delusione che arriverà nel momento in cui quelle persone che tanto apprezzavamo, si riveleranno.

Perché state pur certi che le persone non cambiano, semplicemente si rivelano per quel che sono davvero.

Ecco perché dovete donare a pochi la vostra preziosa presenza.

Tenete strette quelle persone che dimostrano costanza, ringraziandole spesso per la loro permanenza nella vostra vita.

Allontanate e ringraziate invece quelle persone tossiche che oltre al bene vi hanno avvelenato l’esistenza. Ringraziatele e lasciatele andare, senza nulla più volere e pretendere.

Siete voi i migliori amici di voi stessi, e dovete volervi bene al punto da non permettere a nessuno di usurpare la vostra fiducia.

Letizia Turrà

Pensiero del giorno #1406

person holding brown sand during daytime

Ho conosciuto persone che ho amato enormemente, al punto da incastrarle tra le sillabe di inchiostro dei miei scritti e dei miei libri. Ritenevo che parlare di loro mi avrebbe portato del bene, e in molti casi è stato così.

Tuttavia, questo modo di scavare che ho praticato naturalmente, ad alcuni è apparsa come una noncuranza e li ha “invitati” a guardare troppo dentro di sé.

Più tentavo di dare loro una “casa”, più queste persone sembravano voler fuggire dalla finestra di quel sentimento.

Ho perso alcuni amici importanti per questa mia tendenza a voler andare sempre oltre; oggi credo che si possa volere bene a qualcuno anche da lontano, senza che questo comporti per forza intralciare i suoi passi.

Amare vuol dire soprattutto tutelare, non fare in modo che le persone coinvolte si sentano allo scoperto, quasi nude e sprovviste di una protezione che le faccia sentire a proprio agio.

Amare è volere il bene dell’altro, anche qualora questo si traducesse in distanza per sempre.

Se amate qualcuno, tenetelo per voi, stretto, dentro il vostro cuore.

Solo così si proteggono coloro che amiamo davvero.

Letizia Turrà

Ti prometto

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Peggio di chi vuol ricordare ma dimentica, c’è chi dimentica facendo finta di ricordare.

Ti prometto che ti ricorderò sempre, anche quando sul mio volto

i solchi rassomiglieranno a strade deserte e labirintiche.

Ti prometto che ci sarai sempre nei miei giorni

anche in quelli che dovrò per forza archiviare per via del tempo.

Ti prometto che non ti scriverò, neppure quando saprò che vorresti sentirmi.

Prometto di non abbandonarmi mai ad una sconsolata nostalgia che non servirebbe.

Ti prometto che sarò felice

perché è questo che avresti voluto più di ogni altra cosa.

E se un giorno non ci sarò più, vienimi a trovare.

E se prima sarai tu a mancare, ti prometto che verrò io a trovarti

così potrò tenerti ancora una volta la mano.

Letizia Turrà