Carpe diem.


 

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Carpe diem.

Significa “cogli l’attimo”. Coglilo, perché ogni momento di questa vita potrebbe essere l’ultimo in cui ti capiterà di carpire il tuo respiro ancora pungente nel petto.

Non sono cose a cui pensi quando sei giovane; in quel momento l’unico concetto che sei in grado di concepire è che esisterai eternamente, e che nulla potrà annientare la tua tempra.

Pensi che ci sarà tempo per tutto, che questa attesa comprenderà anche il tempo dovuto all’amore. Poi finisci per scoprire con amara comprensione che l’amore, neppure lui, ti aspetta. Si prende la parte migliore e peggiore di te. La prima parte viene riempita, resa apparentemente perfetta; la seconda viene di colpo svuotata, diventando una discesa arida e tortuosa.

Amare è vedere scendere quel filo agrodolce giù per la gola. Sei consapevole di essere legato a qualcuno a cui hai sussurrato ti amo in tutti i modi: fra le lenzuola, mentre toccavi le sue ciocche, mentre ossessivamente ricercavi il suo odore sotto le ascelle o in mezzo ai tuoi capelli; nei sorrisi che poi elargivi quando giungeva al tuo olfatto quello che stavi cercando, nelle telefonate che avresti dovuto fare e non hai fatto, fra le parole che hai scritto e che ora giacciono in un cassetto. Tuttavia, quello stesso amore te lo sei lasciato scappare, hai spezzato la catena che ti teneva stretta, avvinghiata. Hai sciolto quel nodo vincolante; hai abbandonato quel porto sicuro.

Nelle viscere non restano che ricordi, e un infinito senso di gratitudine per ciò che è stato. Ci piace sapere che dall’altra parte del mondo o della strada, qualcuno che abbiamo amato profondamente se ne sta lì, e penserà a noi con il medesimo senso di protezione e attaccamento.

Sai che lo ritroverai in quello che ti aspetti ancora, lontano come l’urlo di una falena in lontananza, che non potrai sentire.

Letizia Turrà

L’amore non lo puoi spiegare.

 

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L’amore non lo puoi spiegare.

Chi mai potrebbe riuscire a spiegare cosa percuote gli animi fino a farli sentire in balìa della più cupa incertezza e del dolore più sordo; chi mai potrebbe spiegare cosa rende le notti così difficili da dormire e il cuscino umido per via delle lacrime inghiottite; chi mai potrebbe spiegare cosa fa sanguinare e sentire così fragile da avere il dubbio che da un istante all’altro potresti spezzarti in due; chi può spiegare la volubilità nei secoli di un tale “sentire” che non ha limiti di spazio, né di tempo.

L’amore non si può spiegare.

L’amore arriva.

L’amore lo avverti sottopelle.

L’amore distrugge tutte le tue consapevolezze.

L’amore abbatte i luoghi comuni e quelle mura possenti di moralità.

L’amore fa male, fa perdere sangue.

L’amore è il gancio di salvezza in mezzo a un mare vastissimo.

L’amore è l’unica cosa che valga la pena vivere davvero, fino in fondo, procurandosi ferite.

Letizia Turrà, aforismi estemporanei

 

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photo: Stefan Rappo

 

Cosa porterà il nuovo anno?

 

Cosa porterà questo nuovo anno?

Non so dirlo, sarà che dopotutto amo l’imprevedibilità del tempo. Lo guardo con lascivia, attesa, bisogno di conferme che so già non arriveranno.

In procinto un nuovo libro dopo quello appena pubblicato, nuovi progetti fotografici (non vedo l’ora di tornare alla mia vita bucolica, che tanto amo); nuove incisioni in studio che porteranno infine al debutto nel mondo Disney, con i classici che amo tanto.

Ho voglia di sperimentare, fare nuove amicizie, lasciando che rimangano nella mia vita solo quelle che davvero contano.

Voglio provare quel senso diverso di felicità, tra disillusione e speranza.

Voglio tornare a leggere tanto, come facevo un tempo.

Voglio vedere mia figlia iniziare a suonare il pianoforte; voglio vederla sorridere, più e più volte.

Voglio alzarmi, ogni tanto, senza una sveglia e senza un impegno da incastrare nella mia agenda affollata.

Dove mi porterà la giostra?

Ho pagato il biglietto.

Non ho voglia di scendere, non ci penso ora.

Mi auguro che questo Blog continui a crescere, come già sta facendo.

Buon 2020 a tutti voi! ❤