Michael Jackson, storia di un eterno bambino…

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Before you judge me, try hard to love me…

L’eterno bambino, la star più caritatevole del pianeta con donazioni pari a circa 400 milioni di dollari elargiti per scopi benefici e umanitari.

Ripesco dal mio archivio privato un “Rare Video”, che tengo custodito da quando sono diventata una sua fan nel lontano 1997.

È il 1993 e Michael Jackson, ormai una star multimilionaria, scarta alcuni pacchetti regalo nel giorno di Natale in un video girato da alcuni amici nella sua Residenza di “Neverland” acquistata nel 1988 per l’esorbitante cifra di 20 milioni di dollari.

È così che ha chiamato quel regno l’eterno bambino ispirandosi proprio alla fiaba di Peter Pan, figura da lui amata.

Ed eccolo nuovamente in pigiama, spettinato, che legge una favola a Paris e Prince sul suo divano di velluto rosso.

Non è mai stato bambino, Michael, per volere di suo padre Joseph è stato costretto a esibirsi dall’età di 5 anni insieme ai fratelli Tito, Marlon, Jackie e Jermaine; da lì la sua corsa non si è mai arrestata.

Michael ha l’aspetto di un nano, un piccolo James Brown in miniatura dotato di una grinta non comune e una voce davvero angelica.

Sarà la madre Katherine ad accorgersi di quella voce udendolo cantare in solitaria, un giorno, in casa.

The Jackson 5 - Wikipedia

Un bambino nato per ballare, cantare, recitare ed esibirsi davanti a un pubblico con cui manterrà un rapporto d’amore e di fiducia fino alla fine.

Costretto a fare tutto ciò che un adulto farebbe in piena coscienza, mentre Michael lo vive come un sacrificio, una privazione che lo allontana da una normale infanzia fatta di giochi con il pallone, che a lui sono categoricamente vietati da Joseph.

Brucia interiormente quel dolore, bruciano le vergate che il giovane Michael e i suoi fratelli ricevono dal padre perché protestano per le infinite ore passate in studio a registrare e a provare.

I Jackson 5 erano un prodotto e un prodotto va educato, guidato e sottoposto a una routine di profondi sacrifici col sangue, perché possa vedere compiersi la realizzazione del suo successo.

Così quel ragazzino nato a Gary in Indiana, il 29 agosto 1958, si trasforma nella gallinella dalle uova d’oro, l’opportunità di successo anche per i fratelli sicuramente meno dotati di lui vocalmente e scenograficamente.

Ben presto quel successo scala le vette di ogni classifica, i loro singoli scalzano dal podio i temuti e rispettati Fab Four (i Beatles) che se l’erano aggiudicato per “Let it be”, scritta da Paul Mc Cartney.

Il 1978 è l’anno della svolta per Michael, col debutto da solista di “Off the Wall” prodotto da Quincy Jones che Michael conosce durante le riprese del rifacimento de “Il mago di Oz”, in cui recita al fianco di Diana Ross, star musicale alla quale rimarrà sempre legato.

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L’album non ottiene il successo sperato ma permette al pubblico di conoscere Michael nelle vesti di solista, al di là dei Jackson 5.

È nel 1982, anno di uscita di “Thriller”, che viene consacrato come il “Re del pop”, rimasto in assoluto l’album più venduto di tutti i tempi nella storia della musica, con 110 milioni di copie vendute.

Nessuno immagina quanto grande possa essere il successo di Michael neppure la sera in cui, per i festeggiamenti del 25° anno di vita dell’etichetta Motown, si esibisce in “I’ll be there” con i suoi fratelli. Michael abbraccia i fratelli: è un abbraccio simbolico che servirà a dire chiaramente addio al progetto “band”.

Infine si volta, indossa una giacca nera e un abito colmo di paillettes scintillanti, un guanto bianco e un cappello nero.

È il 25 marzo del 1983, di lì a poco il mondo conoscerà “Billie Jean”. Il pubblico rimane col fiato sospeso, mentre Michael indietreggia facendo conoscere il MOONWALK, una tecnica di ballo imparata osservando i neri di quartiere che ballavano in strada, poi da lui perfezionata per essere esposta agli occhi del mondo.

Michael lancia mode, costumi, balli free stile; è testimonial di moto, bevande, tempo libero, e tutte le aziende lo bramano per la sua immagine vincente.

Nessuno può arrestare la sua corsa, tranne una multinazionale: un colosso del mercato come Pepsi Cola di cui Michael è testimonial nel 1989. La star e i fratelli stanno girando uno spot per la nota marca, in cui simulano un’esibizione in concerto.

Accade tutto velocemente: a causa di un problema accidentale con gli effetti pirotecnici, i capelli di Michael prendono fuoco. Il cantante non se ne accorgerà subito, se non quando gli strati di pelle verranno bruciati quasi fino ad arrivare al cranio.

Il dolore è folle, più della corsa disperata in ospedale per salvargli la vita e i diversi i trapianti di cuoio capelluto tentano di rimediare il danno.

Il risarcimento, che ammonta a circa 1.5 milioni di dollari, sarà interamente devoluto in beneficenza all’ospedale “Brotman Medical Center”, che oggi riporta il nome di “Michael Jackson Burn Center”.

Da quella tragedia Michael non si riprenderà più, i farmaci e gli antidolorifici che è costretto a prendere lo renderanno dipendente per tutta la vita da quelle sostanze.

Di lui cominciano a circolare le voci più assurde e controverse: si sarebbe sbiancato la pelle per diventare bianco a ogni costo perché lui odia il fatto di essere nero, si sarebbe sottoposto a 13 operazioni di rinoplastica, dormirebbe in una camera iperbarica per non invecchiare, nel suo ranch inviterebbe bambini allo scopo di abusare di loro, e molto altro.

Tutte fandonie che gli costano sul piano personale (Pepsi scioglie addirittura il contratto con la pop Star), e in termini economici ingenti somme di denaro.

Michael scrive “Childwood”, chiede al suo amato pubblico di amarlo davvero prima di giudicarlo come uno stupratore di bambini.

Solo la sua tenuta di Neverland è in grado di ridargli quello spazio fanciullesco perduto e a lungo desiderato.

Michael Jackson's Neverland Ranch: See Photos After Price Drop | Style &  LivingLe porte del suo Ranch sono sempre aperte. Anche per Martin Bashir, un giornalista pakistano senza scrupoli che userà il materiale girato in 8 mesi all’interno della tenuta contro lo stesso padrone di casa: per ogni confidenza privata che Michael gli farà, lui tenterà di far comprendere al pubblico che qualcosa in quel personaggio “non quadra”.

Michael lascia che i bambini dormano con lui, legge loro le favole, gioca e scherza con loro come un adulto solitamente non fa. Tutto lascia sottintendere che quell’interesse morboso celi una possibile pedofilia.

Michael Jackson's 'Neverland' Hits Market With New Name - ABC News

Quel colpo basso non farà che compromettere ulteriormente l’immagine del cantante.

Michael si dimostra debole, fragile e troppo ingenuo, è nel pieno di una causa giudiziaria con l’accusa di avere abusato di Jordy Chandler, un ragazzino che avrebbe accolto nella sua residenza con l’obiettivo di curarlo dalle sue malattie, pagando interamente  tutte le spese mediche.

Bashir tradisce la fiducia di Michael tagliando intere sequenze e omettendo le parti più importanti, facendo emergere prevalentemente i temi negativi.

Quelle accuse che si dimostreranno in seguito palesemente false, costeranno a Michael cospicue somme di denaro e anni di stress emotivo, nonché la continua dipendenza dai farmaci per riuscire a dormire.

Nel 2005 abbandona Neverland ma non il suo pubblico; la sua arte e le sue attività benefiche con la “Heal the world foundation” che rappresentano il fulcro della sua vita, proseguono.

Entra di diritto nel Guinness dei primati per il singolo più venduto di tutti i tempi (100 milioni con Thriller), record tutt’oggi mai raggiunto da  nessun altro.

Da molto tempo, però, Michael non si concede al suo pubblico con un Tour di rilevanza mondiale.

È il 5 marzo del 2009 quando durante una conferenza stampa, sorridente e ben vestito, annuncia  il suo ritorno sulle scene con una serie di concerti.

“This is the final curtain call”: “Queste saranno le mie ultime esibizioni”, afferma con disarmante certezza.

Sembra quasi trattarsi di una profezia. Il 25 giugno, esattamente tre mesi dopo, ha un malore dovuto a un’eccessiva dose di Propofol, un potente anestetico usato in sala operatoria, iniettatogli in una dose massiccia pari a 5 volte  dal medico Conrad Murray.

Muore così il Re del pop, alla vigilia dei suoi 51 anni, lasciandoci sgomenti e senza una reale forma di giustizia.

Un grido inascoltato il suo, una richiesta di aiuto dell’eterno bambino urlata a squarciagola fin da piccolo, mai compresa davvero.

Lui che aveva sempre donato, che insegnava ai suoi collaboratori che per far bene le cose bisogna farle con AMORE. “Do with Love, with L.O.V.E.”, ripeteva facendo anche lo spelling perché fosse a tutti più chiaro.

L’amore che lo ha spinto avanti per tutta la sua vita, senza fare in modo che si stancasse mai di donare al prossimo ogni briciolo di sé.

Neverland fu in seguito abbandonata, per poi essere riacquistata ad un valore nettamente più basso rispetto a quello di mercato: 22 milioni di dollari a fronte dei 100 milioni richiesti.

Addio sogni, addio giostre e go-kart, addio musica e oggetti a cui Michael era profondamente legato.

Michael Jackson: 37 anni dopo, Thriller è l'album più venduto di sempre

45 anni di musica non si possono descrivere brevemente in un articolo. Jackson ha venduto quasi 2 miliardi di dischi nel corso della sua vita. Non esiste un posto nel pianeta che non sappia chi sia Michael Jackson.

Io ho tentato di riassumere un pezzo della sua vita scrivendo di lui, perché desidero che molto dell’amore che Michael mi ha donato con la sua musica e la sua essenza in qualche modo ritorni a lui, dovunque adesso si trovi.

Molte leggende internettiane lo vogliono ancora vivo, dicono che la sua morte sia stata solo inscenata per chissà quale assurdo motivo.

È ovvio che dietro tali teorie si nasconda la mancata accettazione della morte di una persona tanto importante, speciale e al tempo stesso amata.

Una cosa che Michael diceva risuonerà sempre nella mia mente:

“La conoscenza non è fatta solo di biblioteche piene di carta e inchiostro, è anche fatta dai volumi che sono scritti nel cuore degli uomini, modellati sull’animo umano e incisi nella psiche di tutti noi.”

Addio amico caro. Addio.

Letizia T.VENDUTO IL NEVERLAND DI MICHAEL JACKSON • MVC Magazine

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