Milano e il treno della mia vita….

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Quando arrivai a Milano ero un chiodino con occhi grandi, piena di buoni propositi cresciuta in precedenza in un piccolo paese chiamato “Rione Fortuna”.

La più grande Fortuna della mia vita fu infatti ritrovarmi catapultata in quella che tutti soprannominavano la “Gran Milan” in mezzo a un trambusto di gente che correva.

Avevo sempre sognato di trovarmi qui, al punto che una notte, compiuti i dodici anni, decisi che avrei preso a piedi il binario del treno che portava a Milano per percorrerlo interamente arrivando dopo giorni a destinazione. Come se si potesse fare… e giuro lo avrei fatto per davvero.

Poi sempre per fortuna presi a quindici anni quell’agognato treno, uno vero, che mi portò in Stazione Centrale in mezzo ai “corridori”.

Fu così che mi sembrarono i suoi abitanti la prima volta che vidi dal vivo il Duomo, quella imponente struttura che ci hanno messo quasi sei secoli a costruire e che ancora oggi considero una delle strutture più belle ed elaborate al mondo.

Osservare tutti quei corridori che avanzavano schizzando come palline da flipper diretti chissà dove, mi fece capire che se volevo vivere tra loro dovevo anch’io iniziare a correre.

Nuove abitudini, nuovo modo di pensare, nuovo modo di essere. Nel mio paesello nessuno ci aveva insegnato cosa fosse realmente la competitività. Se lì eri la più bella ragazza del paese allora vincevi su tutte, nelle grandi metropoli invece devi essere molto più che bella e tirare fuori ciò che davvero sei dentro, oltre che fuori.

Mi gingillo ancora con compassione ripensando al giorno in cui aspettai la metropolitana n. 321 per Bisceglie per oltre due ore perché convinta che dovessi aspettare solo quel treno per tornare a casa senza comprendere invece che dovevo guardarne la destinazione.

Da quel giorno la mia vita diventò un treno in corsa, con un padre musicista che mi avviò al mondo della musica e che mi fece vivere i momenti più belli che la musica stessa può regalare.

Ho assistito alla nascita e alla morte di locali storici Milanesi importanti, ho sentito i sinceri e fragorosi applausi che gli artisti ricevono provando sulla mia pelle i brividi di sentirsi davvero vivi, nel fare cose che davvero si amano.

Ho anche sofferto molto perdendo persone che amavo lungo il tragitto per volere della vita o per invidia, tutte cose che capitano e che col tempo impari essere parte integrante di quel treno.

Ho detto molti “NO” per paura di affrontare “certi” palcoscenici perché non ero pronta e non sono mai partita.

Ho imparato ad amare la musica sopra ogni cosa e a capire che certi treni sono belli anche quando li guardi passare e non li prendi ma ne assapori lo sferragliare e ne senti il fischio mentre si allontanano dalla stazione e tu, non sei il passeggero.

Sono passati 20 anni da allora ed ancora oggi corro in questa Città ed ancora quando guardo il Duomo lo vedo come la cosa più bella e misteriosa per cui l’uomo dovrebbe essere grato di trovarvisi davanti lungo il passaggio del suo treno della vita.

Letizia T.

Foto: Internet

Dedicato alla mia Milan

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2 pensieri su “Milano e il treno della mia vita….

  1. Quando hai preso quel treno io in qualche modo ero li ad aspettarti.
    Me lo ricordo bene quel “chiodino con gli occhi grandi”; la prima volta che ti vidi rimasi sorpresa dalla tua bellezza e dalla tua determinazione, dalla tua voglia di fare, dal tuo talento.
    Ricordo ancora la prima volta che ti sentii cantare, in un centro comunale a sud di Milano, che dava spazio ai giovani per esibirsi.
    Eri uno scriciolo, ma sul palco eri un gigante, quello era il tuo mondo e lo vidi fin da subito.
    Alle prime note di una sensuale “Paradise” di Sade rimasi letteralmente a bocca aperta.
    Si perchè tuo padre ti ha insegnato molto sulla musica, ma già allora avevi un dono enorme che col tempo è cresciuto e ancora oggi ascoltarti rimane una grande emozione.
    Si è vero, hai detto dei no a cose importanti, che probabilmente avrebbero cambiato la tua vita.
    Hai strappato i biglietti che ti avrebbero portata in luoghi interessanti, dove la musica presumibilmente, sarebbe diventata un vero e proprio lavoro… pero’ alla fine sei salita sul treno con la destinazione migliore che potevi scegliere: la tua famiglia, la tua felicità.
    Al tempo eri poco piu’ di una bambina, ma hai fatto delle scelte coraggiose ed io sono felice di esserci stata allora e sono felice di essere, in qualche modo, ancora accanto a te su quel treno.

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    1. Mi hai emozionata e mi hai fatto venire le lacrime. Poche persone sono in grado di farmi piangere come te. Sembri sapere qual è il tasto che mi fa scattare, e questo accade perchè, oltre ad essere speciale, sei anche una persona che mi vuole bene e alla quale io voglio un bene infinito. Conosci molto di me e questo ti aiuta ad esprimere meglio ciò che senti. Grazie amica mia per queste tue parole che conservo per me, nel mio cuore, speciali ed eterne, come la nostra amicizia. A presto, Leti

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