Quando te ne andrai, chiudi bene la porta.

woman lying on bed

Quando te ne andrai chiudi bene la porta. Dimentica chi eri, dimentica chi ero.

Di noi non sarà rimasto nulla; non siamo che granelli di sabbia in mezzo ad altri miliardi di granelli, che verranno un giorno ripescati da bambini intenti a costruire castelli di sabbia che non dureranno.

Siamo nati per non durare, per essere spazzati via in un soffio, sospesi nel vento, cancellati da sentimenti più eruditi di noi.

Ci siamo conosciuti, amati, maltrattati, siamo stati amici e nemici dell’altro; abbiamo costruito un recinto di protezione per poi distruggerlo con la lentezza di un contadino che lavora la terra, sperando il cielo gli mandi la manna che attende da mesi. Ci siamo difesi dal mondo esterno, e poi abbiamo permesso allo stesso di interferire con i giorni felici, con le cose che avremmo voluto celebrare, insieme.

Tu sei una persona che ho amato moltissimo, in un modo estremo; così come una madre ama il proprio figlio, lo accudisce, lo veste, lo nutre, lo fa sentire sicuro e a casa, contenuto nel micro spazio di tenerezza e consolazione dal mondo. Mi manca tutto, eppur non mi lamento; proseguo nei miei giorni perché proseguire è necessario, mi rende più forte e mi permette di non piangere le lacrime che trattengo per gli istanti in cui mi serviranno.

In una vita di monotonia e perfette abitudini, ho conosciuto la felicità di appartenere a qualcosa di più grande di me, e del mondo intero; ho intravisto la stupefacente bellezza del precipizio e ho immaginato come sarebbe stata la mia lapide nel giorno della morte, perché separarmi da te sarebbe equivalso a morire, solennemente.

Poi invece quel giorno è giunto ed è stato terribile inizialmente, come se qualcuno mi avesse strappato un figlio dal ventre. La separazione è stata così netta da ritrovarmi anestetizzata dall’incredulità. Distacco e nostalgia, ecco cosa sei diventato.

Sangue e dolore alle viscere. Poi accettazione, e gioia per quello che è stato.

Sono stranamente felice e grata per averti avuto, per essere stata una donna amata ferocemente, come i rami amano ferocemente il legno al quale sono attaccati.

Ora che sei di nuovo fuori, chiudi bene la porta. Non lasciare nulla di intentato, proteggi il prossimo che incontri, e non voltarti mai indietro.

Ricorda solo con gioia quel che hai posseduto, che pochi possono dire di aver posseduto nella loro intera vita.

Dimentica chi eri, dimentica chi ero. Dimentica chi eravamo.

Letizia Turrà

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