La volpe e il Piccolo Principe…

la volpe

 

Brighton, 1993

“…Tu sarai per me unico al mondo, e io sarò per te unica al mondo.

La mia vita è monotona. Io do la caccia alle galline, e gli uomini danno la caccia a me. Tutte le galline si assomigliano, e tutti gli uomini si assomigliano. E io mi annoio perciò.

Ma se tu mi addomestichi, la mia vita sarà come illuminata. Conoscerò un rumore di passi che sarà diverso da tutti gli altri.

Gli altri passi mi fanno nascondere sotto terra. Il tuo, mi farà uscire dalla tana, come una musica.

E poi, guarda! Vedi, laggiù, in fondo, dei campi di grano? Io non mangio il pane e il grano, per me è inutile…”

Il regalo di Mr. Pitor le era servito nei momenti di sconforto, come una coperta calda pronta ad avvolgerla, poiché nonostante tentasse di distrarsi con la lettura, a distanza di un anno, sentiva sempre la mancanza di sua madre.

Aveva letto e riletto quel romanzo, al punto da essere riuscita a strappare delle pagine, che tenne incollate con un poco di scotch affinché non volassero via, visto che era solita portarlo con sé dovunque andasse.

Immaginava di essere come il Piccolo Principe nella favola dell’aviatore, anche lei sognava di trovarsi un giorno, prima o poi, in un posto lontano e di incontrare chi l’avrebbe “addomesticata”.

Ma la vita non è una favola, e questo lo sapeva.

Quella sera venne interrotta nel bel mezzo della lettura dai diverbi tra sua nonna e suo nonno.

Aprì di soppiatto la porta, e si mise sul primo gradino delle scale per udire i discorsi che provenivano dalla cucina.

<<Come faremo a pagare tutto quanto? Abbiamo ricevuto il terzo sollecito di pagamento questo mese Albert, non possiamo permetterci di portare avanti una così disastrosa situazione.>> sentì la nonna sospirare.

<<Calmati Marzia, metteremo tutto a posto come sempre.>>

<<E con quell’arpia dell’assistente sociale? Sai bene che ogni volta che viene qui con quello stramaledetto taccuino ci toglie dei punti. Come se due nonni non fossero improvvisamente più in grado di occuparsi della loro nipotina. Bè, io non lo posso proprio accettare!>>

<<Forse dovremmo farlo.>>

<<Fare cosa?>>

<<Portarla in un istituto.>>

<<Oh avanti, sii serio per Dio!>>

<<Ma lo sono. Lì avrebbe un’educazione più rigida, avrebbe delle amiche con cui condividere il suo tempo. E’ sempre isolata, sembra che preferisca stare da sola. Mangerebbe regolarmente e con orari prestabiliti. Non vedi che è anche malnutrita? Imparerebbe finalmente a stare al mondo.>>

La piccola Patricia ebbe un tuffo al cuore. Non poteva credere che suo nonno fosse stato in grado di pronunciare quelle parole.

Non la reputava ancora idonea a “stare al mondo”, e questa cosa la ferì profondamente.

Voleva dire che nessuno fra loro aveva realmente compreso il suo mondo interiore.

Così prese una decisione: avrebbe percorso i binari del treno a piedi e sarebbe andata a cento km da lì, per cercare di trovare la casa di suo padre.

Le sarebbe bastato solo capire in quale direzione andare inizialmente.

Prese due cuscini e li infilò sotto le lenzuola.

Se la nonna fosse andata a verificare come stava la sua nipotina, l’avrebbe trovata che dormiva, e se ne sarebbe andata.

Preparò in fretta e furia una zainetto contenente un paio di scarpe da tennis, due jeans, tre magliette, due mutande, due calzini, una bottiglietta di acqua e il libro de “Il piccolo Principe”.

Spense tutte le luci, lasciando accesa solo la lucina antibuio.

Prima di abbandonare la stanza, guardò l’orsacchiotto che sua madre le aveva regalato pochi anni prima per uno dei suoi compleanni. Lo prese e lo inserì all’interno della camicetta, vicino al cuore.

Poi, uscita dalla finestra prese la piccola scala antincendio, e guardò da fuori in direzione della cucina, vedendo che i suoi nonni se ne stavano ancora lì, discutendo animatamente.

Sola e sconfitta, la piccola non si era mai sentita tanto triste e abbattuta.

Non aveva ancora trovato nessuno che la addomesticasse e nessuno che lei volesse addomesticare.

Non era così semplice come nel libro di Saint-Exupery.

Il posto più bello del mondo è da nessuna parte, Letizia Turrà

Image: Google

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