Riccardo Marchesini: il Vichingo controcorrente!

riccardo marchesini

Lo rivedo ieri sera, dopo quattro mesi dall’ultima volta che ci eravamo incontrati, e mentre parliamo non posso fare a meno di pensare a quanto mi dispiace non averlo conosciuto prima nella mia vita Riccardo.

Ci abbracciamo e, entrati in casa davanti a un the freddo, cominciamo a parlare del libro che vorremmo scrivere insieme, mi investe di emozioni e di aneddoti su tutto quello che gli è successo nella sua ultima Mission e mi catalizza con i suoi dialoghi.

Dal 22 al 24 giugno, infatti, Riccardo e Francesco Gambella, anch’egli recordman mondiale, hanno intrapreso un viaggio durato tre giorni a bordo di una canoa da Ostia a Porto San Paolo in Sardegna, facendo diventare Riccardo il primo disabile al mondo ad aver affrontato questa traversata.

E’ emozionato e con occhi lucidi mi racconta delle tartarughe, dei delfini e mi dice anche: “C’era un traffico che sembrava di stare in tangenziale, non pensavo!”. E sorride con una spontaneità che fa tremare.

Rivederlo mi regala ancora le stesse sensazioni del giorno in cui lo conobbi, a gennaio di quest’anno, in cui grazie a un video realizzato da mio marito e dalla sottoscritta, abbiamo conosciuto la storia di Riccardo e del suo passato prima di diventare un campione.

A 17 anni a causa di un incidente la sua gamba viene amputata e da lì iniziano i problemi che un adolescente, seppur forte, deve affrontare come “diverso” rispetto agli altri.

Riccardo arriverà a pesare 130 kg, decidendo infine che dietro quella gamba che è venuta a mancare, si cela un nuovo messaggio di speranza, una nuova opportunità che lo attende al varco…o meglio…a riva!

Quell’onda che lo porterà su tutti i fiumi d’Europa, a conquistare 7 titoli regionali, un terzo posto ai Mondiali di Ivrea 2008. Nella para-canoa vince un titolo mondiale nel 2010, due titoli europei nel 2011 e nel 2012, 9 titoli Italiani di cui due nel 2013.

L’elenco potrebbe essere infinito, ma non basterebbe comunque a far capire come un omone così grande e massiccio come Riccardo, che esibisce la sua gamba in titanio con orgoglio, possa trasmettere quell’energia e quella forza anche a chi, avendo tutte le capacità per farcela autonomamente, in realtà si senta schiavo della depressione e di quel senso di impotenza, non sempre avendo reali problemi.

Riccardo mi (ci) insegna che la felicità è uno stato interiore, non determinata da quanto si possiede, che non esistono limiti, che è la forza e la fiducia in noi stessi che ci spinge verso ciò che amiamo e che con passione tramutiamo in “interesse per la vita”.

Ed è una vita importante quella di cui si parla, è per la salute delle donne e dei bambini dell’Africa, seguiti dall’Associazione AMREF che Riccardo lotta contro le onde per tre giorni, per raccogliere fondi per i bisognosi.

Sono anche riusciti a raccogliere una bella cifra, sembra quasi contare più questo gesto umanitario per lui, piuttosto che fatto di essere stato il primo ad aver affrontato questo record.

Egli ha saputo andare controcorrente, ha saputo capire che quello che viene meno talvolta ha il suo determinato perché e che non sarà una gamba a fermarci, lo farà solo la nostra mente che resta ingabbiata in schemi predefiniti.

Da trent’anni a questa parte la sua corsa non si è mai arrestata, con ovvie difficoltà giornaliere (anche un Vichingo come lui, è così che lo chiamano gli amici, può attraversare momenti difficili), una moglie speciale e due figli al suo fianco, ma pur con lo spirito e la tenacia di un ragazzino.

Mi guarda con quegli occhi azzurri e lucidi: “Ho buttato giù un sacco di idee, sono sicuro che tu leggendole mi aiuterai a tirarle fuori e a far venire fuori il libro che avrei sempre voluto scrivere!”.

Mi onora che Riccardo abbia scelto me per quello che sarà un libro carico di emozioni, quelle emozioni che solo le persone che hanno affrontato evidenti sofferenze possono condividere.

Non ci serviranno braccia con le quali pagaiare, né gambe, né mani per farlo. Basterà il cuore.

Voglio ringraziare la vita che mi dona la costante opportunità di conoscere persone come Riccardo Marchesini.

A presto,

Letizia T.

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