
“Non è solo la neve del giardino,
dove il vento montano strappa i fiori,
quel che cade e passa:
è la mia stessa vita”.
Nyūdō saki no Dajōdaijin








💓❤️💓

“Non è solo la neve del giardino,
dove il vento montano strappa i fiori,
quel che cade e passa:
è la mia stessa vita”.
Nyūdō saki no Dajōdaijin








💓❤️💓



















Che emozione, ragazzi! Nella bellissima Mole Vanvitelliana di Ancona si è tenuto il nostro spettacolo a tema Disney dal titolo “Disneiamo” lo scorso Sabato 24 aprile. Ve ne parlai la scorsa settimana proprio qui, sul Blog. Grazie di cuore a tutti i presenti, a tutti gli amici vecchi e nuovi che ho incontrato, a chi lavora con noi dietro le quinte, a chi ha fatto in modo che questa serata si realizzasse, al pubblico numeroso che ha partecipato con affetto immenso, ma soprattutto ai miei compagni di viaggio: Stefano Bersola, Pietro Ubaldi, Giorgia Vecchini ed Emanuele Merisio!💓💓
A presto,
Letizia T.

Ho cominciato a stare meglio con me stessa
da quando so affrontare i temporali
e so godermi l’incanto degli arcobaleni,
da quando ho imparato
a guardarmi meno allo specchio
e di più nell’anima.
Agostino Degas

Ho sentito spesso dire questa frase e francamente nutro i miei dubbi sulla sua veridicità. Esistiamo come individui nel mondo, non per forza solo perché abbiamo un account su una piattaforma online!
RIPROPONGO QUI UN ARTICOLO CHE SCRISSI TEMPO FA SULL’USO DEI SOCIAL E SU QUANTO L’USO SPROPOSITATO DI UNA DETERMINATA TECNOLOGIA POSSA ESSERE NOCIVO, MOLTO NOCIVO. MI SORPRENDE CHE, A DISTANZA DI TEMPO, QUESTO SIA RIMASTO IL MIO PENSIERO DI FONDO SULL’ARGOMENTO. ALLORA MI SONO DETTA: “LO RIUTILIZZO, NON SIA MAI CHE QUESTO PEZZO VENGA PERSO”.
“Ero in metro dieci minuti fa: orario di punta, gente di ogni genere, odori di ogni genere.
Come di consueto avevo la musica nelle orecchie, una di quelle che mi tiene compagnia, che metto spesso per non sentirmi sola tra la gente più sola di me.
Mi sono seduta e di fronte a me c’erano cinque persone, tutte con lo sguardo letteralmente avvolto dai monitor dei loro cellulari.
Un ragazzo fra loro a un certo punto ha alzato gli occhi incappando nei miei che erano belli alti, e li ha strabuzzati quasi incredulo per il fatto di stare incontrando qualcuno che non guardava il cellulare, ma i volti delle persone.
Ho pensato dentro di me: “Ne usciremo mai? Quand’è che riprenderemo a guardarci?”
Mi chiedo spesso se questa “moda” dei cellulari ci abbandonerà mai e se, come molte altre cose passate, ci sarà una fine a tutto questo esserci.
Siamo dappertutto nell’etere, ma mai dove vorremmo davvero essere.
C’è un confine infatti tra il desiderio che sviluppiamo internamente e idealmente all’interno dei nostri micro mondi, e la realtà invece sempre più disarmante contro cui ci tocca lottare in ogni circostanza.
Uno fra i cento uomini più influenti del pianeta, Jaron Lanier, ha scritto un libro che si intitola “Dieci ragioni per cancellare subito i tuoi account social”, in cui parla del meccanismo di dipendenza dalla rete Social definendolo come ‘il grande miraggio‘.
Lanier sostiene che l’essere umano stia pian piano perdendo il libero arbitrio poiché incontra soluzioni costruite ad hoc per lui senza la reale possibilità di scelta di qualsiasi prodotto. Stiamo diventando una manica di stronzi narcisisti – parole sue – maleducati e impertinenti, rabbiosi e prepotenti, perché sui Social possiamo scrivere ciò che vogliamo, pubblicare fake news, video che inneggiano all’odio verso qualsiasi categoria di esseri viventi che reputiamo diversa dalla nostra, foto di dubbia provenienza etica, e molto altro.
Abbiamo perso il senno, in sostanza.
È vero tutto ciò?
Abbiamo secondo me una grossa potenzialità che non è per forza tutta da investire on line, ma tra la gente che spera, mangia e respira proprio come noi.
Se avessi tentato di fare quattro chiacchiere con quel ragazzo della metropolitana che mi ha guardato sbarrando gli occhi, mi avrebbe presa per matta.
Avrebbe pensato: “Ehi, che diavolo vuole questa da me?”
Il pensiero mi ha fatto sorridere e al tempo stesso mi ha resa inquieta.
Abbiamo delle precise responsabilità nei confronti degli altri e nei nostri confronti: quello di rispondere con educazione durante una discussione riguardante un post, postare possibilmente solo notizie che ci siamo sincerati abbiano fondamento (e anche qui io eviterei, visto che non siamo giornalisti e non ce lo ha ordinato il medico di descrivere fatti di cronaca), condividere un certo genere di messaggio che sia quanto meno positivo e propositivo, non distruttivo, nel livello più basso che l’essere umano possa toccare.
Siamo maleducati, dunque? Non lo so, di sicuro non siamo la perfezione, né tecnologicamente né umanamente parlando.
Se siamo incattiviti dalle rete, quasi automaticamente ci verrà da pensare male anche di quello che ci circonda. È implicito. E la cosa peggiore è che avviene in maniera ormai naturale e sistematica.
Ecco perché Lanier suggerisce caldamente di chiudere nell’immediato i propri account Twitter, Facebook, Instagram.
Perché stiamo regalando le nostre vite a questo sistema Bummer, acronimo di Behaviours of Users Modified, and Made into an Empire for Rent, ovvero “il comportamento degli utenti, modificato e trasformato in un impero in affitto”.
E a proposito di affitto, ci sarebbe da chiedersi a questo punto come consideriamo i nostri account. Come case, forse? Ebbene, noi in casa nostra ci facciamo entrare la merda, o ne abbiamo rispetto? Stiamo forse al cellulare quando siamo a tavola? Urliamo per farci udire dai commensali che mangiano con noi? Prestiamo attenzione a non ferire i sentimenti dei nostri cari o ci insultiamo con freddezza e scostanza?
Ecco, forse dovremmo essere così, anche sui Social.
Non vi sto dicendo di chiudere Facebook o altro, non sono così estrema, ma manca l’educazione a qualcuno su questa piattaforma a giro chiuso. Sì, perché è di questo che si tratta, di un centimetro quadrato che ti viene riservato (concesso) per dire la tua; una sorta di investimento a vuoto di pensieri, che una volta che hai donato non sai se frutterà o meno qualcosa.
Modifichiamo il pensiero, e modificheremo le nostre vite interiori, non si tratta che di quello in fondo“.
Vi abbraccio tutti.
Letizia T.

Ho visto volti angelici tradire amicizie e amori senza alcuna pietà, e altri volti dai tratti duri essere fedeli ad un sentimento, in eterno.
Dopo molti schiaffi ho imparato che è superfluo, nonché deleterio, affidarsi alla sola percezione di quello che una persona ci vuol far credere di essere, come fosse una certezza.
Sappiate discernere tra chi è presente davvero, e tra chi invece finge di esserci solo in considerazione delle opportunità e dei propri vantaggi.
Letizia Turrà
ph: Bruce Roberts

La morte della madre non è paragonabile alla morte dell’uomo che amavi: è l’anticipo della tua morte.
Perché è la morte della creatura che ti ha concepito, portato dentro il ventre, regalato la vita.
E la tua carne è la sua carne, il tuo sangue è il suo sangue, il tuo corpo è un’estensione del suo corpo: nell’attimo in cui muore, muore fisicamente una parte di te o il principio di te, né serve che il cordone ombelicale sia stato tagliato per separarvi.
(Oriana Fallaci)











































Una giornata di sole, amici cari che conosciamo da anni, amici nuovi che riempiono il cuore, come Maurizio e Mariuccia, sua mamma, una tenera e docile vecchina di 93 anni. Mariuccia sembra tanto innocua, ma non appena si gira Paolo mi dice: “Guarda che mi dava i calci nel culo quando ne combinavo una delle mie e avevo appena dieci anni, quella ce le dava a me e al Mauri”.
Ho sorriso, mentre con Patrizia perlustravo ogni angolo di questa antica cascina dove ora vivono, isolati ma felici; una scelta che abbiamo fatto tutti, dopo tanti anni dispersi nelle città a correre, senza una vera ragione.
Abbiamo avvertito tutti quella sensazione di “strozzamento” da caos milanese e alla fine ci siamo riuniti qui tra alberi e orti, a vivere quello stretto collegamento con la natura che in molti bramano ma che non hanno il coraggio di affrontare.
Paolo possiede un sacco di oggetti dalla bellezza incredibile, alcuni vecchissimi ma non per questo meno degni di un recupero, come una vecchia auto d’epoca che richiederà un po’ di olio di gomito per tornare agli splendidi albori.
Come dice (giustamente) Patrizia: “Qui non si butta via niente” – ed io penso che faccia proprio bene a pensarla così: tendiamo troppo spesso a buttare cose ancora nuove pensando che non meritino una seconda possibilità. E invece tutto merita salvezza, specie le amicizie belle come la nostra, le belle persone come Paolo, Patrizia, Mauri e la Mariuccia.
Sono grata, immensamente grata.
Buon rientro a tutti voi domani al vostro lavoro, me compresa 😉
Un abbraccio, Leti.

La terza edizione di Ancona Comics&Games si svolgerà alla maestosa Mole Vanvitelliana, progettata nel 1733 su di un’isola artificiale pentagonale situata all’interno del porto, collegata alla terraferma da tre ponti.
Sabato 22 e Domenica 23 Aprile 2023 il capoluogo di regione marchigiano ospita Ancona Comics & Games tra le mura della Mole Vanvitelliana che per l’occasione si presta a far da cornice a un luogo di connessione dedicato agli amanti della Pop Culture contemporanea, fusion di fumetti, animazione, gaming, action figure, cosplay, cinema, serie TV, fantasy, sci-fi e tutto quanto riguarda le nuove frontiere dell’entertainment.
Sabato 22 aprile alle ore 17 va in scena DisneiAmo uno show che ripercorre in musica i grandi capolavori animati creati dal papà di Topolino dal 1937 fino ai nostri giorni, tra medley, sketch e canzoni indimenticabili che hanno fatto sognare intere generazioni!
Un live frizzante e interattivo con tre protagonisti d’eccezione Stefano Bersola interprete e co-autore di tantissime sigle di cartoni animati, Pietro Ubaldi, attore, cantante e ‘voce’ del pupazzo Four, Doraemon, Scooby-Doo, Patrick Stella e moltissimi altri e Letizia Turrà, legata da sempre al mondo dei cartoons con la straordinaria direzione artistica di Giorgia Vecchini, conduttrice, e vincitrice, nel 2005, del W.C.S. World Cosplay Summit in Giappone. Un’occasione per vivere tutta la magia del grande cinema d’animazione in un unico spettacolo, per grandi e piccini.
DISNEIAMO è uno spettacolo musicale interattivo che ripercorre in musica i più grandi capolavori Disney dal 1937 ad oggi con medley, sketch e interazioni con il pubblico. La durata dello spettacolo è di 100 minuti.
Vi aspettiamo a partire dalle ore 17!!



fonte sito: https://www.fieredelfumetto.it/eventi/ancona-comics-games-22-aprile-2023

Non pensavo sarei mai arrivata a dire che Facebook e Social simili mi hanno stancata. Dopo quindici anni di condivisioni di quella che è la mia vita reale, mi sento di colpo svuotata.
Per vivere in quello che viene ormai considerato un “format per vecchi” in cui non si fa altro che riversare le proprie frustrazioni riguardo i più svariati argomenti (inimicizie, politica, calcio e chissà cosa altro), mi ero allontanata dall’unico spazio che avevo creato e che considero la mia casa: questo Blog, nato per amore della scrittura e della lettura e in cui nel corso del tempo mi sono ritrovata ad essere letta da utenti interessati non solo al mio aspetto, ma alla persona che sono dentro.
Quindi, se vi starete chiedendo perché non sono sui Social da qualche giorno (se non ve lo siete chiesto, chi se ne frega), è perché sono qui, a raccontare di come procedono le mie giornate.
Ho sempre sostenuto (e resto di questa idea) che il nostro animo sia come un giardino tutto da coltivare; la terrà è dura, necessiterà di una zappata così il terreno tornerà ad ossigenarsi; pochi semi e un po’ di concime basteranno a far nascere nuove e produttive piantine. L’ingrediente principale – non dimentichiamolo – sarà l’amore che avremo infuso in questa azione che sembra tanto banale. In questo il mio amico Francesco (conosciuto proprio qui, ciao Frà!) potrebbe insegnarmi molto!
Da circa due anni non scrivo romanzi, seppure non abbia mai smesso di scrivere. Semplicemente, non ho più la foga di pubblicare né di essere letta da alcuno. Il Covid ha cambiato molte delle mie sicurezze facendomi comprendere che in realtà non possiamo essere sicuri di un bel niente.
Tornando al giardino interiore, la mia esperienza con l’orto alcuni tra voi già la conoscono. Partì dal mio “piccolo pezzetto” di giardino e dalla totale disapprovazione di mio marito che tentò di scoraggiarmi. Ne parlai qui https://letiziaturra.com/2018/07/15/una-storia-a-km-zero-come-ho-ritrovato-me-stessa-attraverso-il-raccolto/
Ricordo la mia faccina felice, che qui potete vedere (non guardate l’improbabile colore di capelli che ancora oggi mi distrae dal resto, ihihihihih) !! Mi fa piacere constatare che non ho perso quel sorriso, nonostante siano passati diversi anni.

Pensavo i giorni sarebbero passati più lentamente, che avrei avvertito una mancanza simile a un’astinenza. Invece no. Ho solo sentito il desiderio di parlare di questa sensazione di vuoto, di sfogare a casa mia quel senso di dolore che sentivo. In tutti questi anni facendo un bilancio sono più le cose che il Social mi ha tolto rispetto a quelle che mi ha dato. Ringrazio solo per le persone che ho conosciuto, alcune tra le quali sono diventate mie amiche fuori dal monitor che ci separava, e hanno portato tanta felicità a me e alla mia famiglia, oltre a capire chi sono e quale messaggio intendo portare alle persone. Grazie per avermi accettata per come sono, senza volermi cambiare.
Ci vuole un immenso lavoro da applicare su di sé per essere persone perbene e pochissimo per essere persone sgradevoli, quindi essere promotori e portatori di gentilezza è importante.
Quest’anno ho deciso di non fare l’errore degli anni precedenti coltivando troppi ortaggi; ho piantato solo il necessario alla sussistenza.
In parole povere, solo ciò che realmente serve (metafora da applicare a tutte le cose).
Torno a lavorare nell’orto, oggi mi occuperò della rincalzatura.
Voi avete un orto? Vi piacerebbe trasformare il vostro spazio in qualcosa di utile e fruttuoso e vederlo crescere, giorno dopo giorno?
Io credo che piaccia un po’ a tutti.
Quest’anno mio marito ha ideato un bellissimo progetto di orti rialzati (raised bed, tanto cari agli americani), così da richiedere meno sforzo fisico da parte di entrambi, e devo dire che è venuto molto bene! Devo ringraziare i miei preziosi vicini, anche, che nella fase di realizzazione e assemblamento del tutto sono stati preziosi!! Ogni aiuto rappresenta un prezioso tesoro e l’unione fa la forza, sempre!

Abbiamo piantato:
Pomodori di diverso genere (dal cuore di bue al cacao, al datterino e altro)
Cipolle rosse
Aglio
Prezzemolo
Insalata cicoria
Lattuga romana
Zucchine chiare
Melanzane
Sedano
Fagiolini
Patate (esperimento nuovo per me)
Fragole






Vi aspetto qui, tutte le volte che vorrete!
Letizia T.

Lascia andare le persone che non sono pronte ad amarti. Questa è la cosa più difficile che dovrai fare nella tua vita e sarà anche la cosa più importante.
Smetti di avere conversazioni difficili con persone che non vogliono cambiare.
Smettila di presentarti alle persone che non hanno interesse per la tua presenza. So che il tuo istinto è quello di fare del tuo meglio per essere apprezzata da chi ti circonda, ma è un impulso che ti ruba tempo, energia, salute mentale e fisica.
Quando inizi a lottare per una vita con gioia, interesse e impegno, non tutti saranno pronti a seguirti in quel luogo.
Ciò non significa che devi cambiare chi sei, significa che devi lasciare andare le persone che non sono pronte ad accompagnarti.
Se sei esclusa, insultata, dimenticata o ignorata dalle persone a cui dedichi il tuo tempo, non ti stai facendo un favore continuando a offrire loro la tua energia e la tua vita.
La verità è che non sei per tutti e non tutti sono per te.
Questo è ciò che rende così speciale gli incontri con persone con cui hai amicizia o amore reciproci. Saprai quanto è prezioso perché hai sperimentato ciò che non è.
Più tempo passi cercando di farti amare da qualcuno che non ne è capace, più tempo sprechi privandoti della possibilità di quella connessione con qualcun altro.
Ci sono miliardi di persone su questo pianeta e molte di loro ti incontreranno, al tuo livello di interesse e impegno.
Più rimani coinvolto con persone che ti usano come cuscino, opzione di sfondo o terapista per la loro guarigione emotiva, più a lungo ti allontani dalla comunità che desideri.
Forse se smetti di presentarti, non ti cercheranno. Forse se smetti di provare, la relazione finirà. Forse se smetti di inviare messaggi, il tuo telefono rimarrà scuro per settimane.
Ciò non significa che tu abbia rovinato la relazione, significa che l’unica cosa che l’ha sostenuta è stata l’energia che solo tu hai dato per mantenerla. Questo non è amore, è attaccamento. È voler dare una possibilità a chi non se lo merita!
La cosa più preziosa che hai nella tua vita è il tuo tempo e la tua energia, poiché entrambi sono limitati. Ciò a cui dedichi tempo ed energia definirà la tua esistenza.
Quando ti rendi conto di questo, inizi a capire perché sei così ansioso quando passi del tempo con le persone, in attività, luoghi o situazioni che non ti si addicono.
Inizierai a realizzare che la cosa più importante che puoi fare per te stesso e per tutti quelli intorno a te è proteggere la tua energia più ferocemente di qualsiasi altra cosa.
Rendi la tua vita un rifugio sicuro, dove solo le persone “compatibili” con te sono ammesse.
Non sei responsabile del salvataggio di nessuno. Non sei responsabile di convincerli a migliorare. Non è il tuo lavoro esistere per le persone e dare loro la tua vita!
Perché se ti senti male, se ti senti obbligato, sarai la radice di tutti i tuoi problemi a causa della tua insistenza, temendo che non ti restituiscano i favori che hai concesso. È il tuo unico obbligo realizzare che sei il padrone del tuo destino e accettare l’amore che pensi di meritare.
Decidi che meriti una vera amicizia, un vero impegno e un amore completo con persone sane e prospere.
Quindi aspetta e vedi quanto tutto inizia a cambiare.
Anthony Hopkins


Ti preferisco adesso, ora che posso guardarti e sapere quanto tempo è trascorso dal momento in cui ti ho incontrato. Solo ora conto di te tutti gli anelli che come nell’albero lasciano intravedere ogni solco. Sapere di stare invecchiando, di farlo insieme a te, riempie i giorni di una buona e positiva consapevolezza.
Sento di avere un testimone che guarda il cielo con me e che come me assiste al suo variare di colori come la pennellata vigorosa data su una tela impressionista.
Mi preferisco oggi, ora che la mia pelle non è più una superficie tenera; oggi che le mani che toccano ogni oggetto della nostra vita sono attraversate da grinze di pelle.
Quanti giri lontani chilometri o forse ere, per poi ritrovarsi, infine, qui.
Qui, dove io ci preferisco.
Letizia Turrà
Io e Jasmine ci conosciamo da 23 anni, lei è una stupenda inspirational coach e una doppiatrice incredibile.
Un giorno abbiamo deciso di fare questa bellissima chiacchierata durante il suo ormai famoso “Soul Talk”.
Ancora oggi riascoltare quella conversazione e pensare alle parole che usammo con estrema cura e amore, mi commuove.
Ve la posto qui, perché possa farvi compagnia, soprattutto nei momenti in cui vi sentirete più fragili.
E se vorrete parlare mi trovate sempre qui, potete sempre commentare, potete sempre cercarmi.
Un abbraccio di cuore,
Leti
Per iscrivervi al suo bellissimo canale cliccate qui https://www.youtube.com/c/jasminelaurenti

Vorrei incontrarti e chiederti come stai, come stai col tuo corpo, col tuo sorriso, se è ancora quello di un tempo o se qualcosa nel frattempo è venuto a mancare; se in questo spazio, tanto indefinito e lontano da noi, tu abbia trovato il tuo modo di esistere e di stare al mondo.
Ho pensato di scordarti, ho provato a cancellarti, ho strappato le tue foto, ti ho pensato nei momenti peggiori pretendendo quasi la tua cattiveria, in cambio.
Tuttavia, a poco è servito tentare di annientare una parte del mio cuore che volevo vedere sepolta.
Sono stata capace di pensare che potevo farlo. Ma se ora ti vedessi, se solo ora ti avessi qui di fronte a me, so che forse una lacrima solcherebbe il mio volto, una patina oscurerebbe il mio sguardo, dilaterebbe la mia pupilla, mi sporcherebbe la faccia di trucco.
Probabilmente le mani tremerebbero, il cuore accelererebbe il suo battito.
Tenterò in ogni modo di cancellarti, di spodestarti dal posto sul quale ti sei insidiato con assoluta violenza.
Seppellirò questo cuore, giuro che lo farò: la terra umida lo divorerà e inghiottiranno le radici tutto ciò che ne resta.
Vorrei incontrarti e chiedermi come stai, senza tutto ciò che è stato. E se mi sentissi dire che finalmente stai bene allora vorrei poter sorridere, per smettere di soffrire.
Letizia Turrà
ph: Andrea Torres Balaguer

Sono una di quelle cresciute con le audiocassette, l’anoressia, il bullismo, le carezze brevi ma incisive di mia madre e dei miei nonni, gli insulti di chi non mi comprendeva.
Sono una di quelle che ha inciso sui vinili, frequentato le discoteche, vissuto gli anni belli e bui di una città senza tempo.
Sono quella dalle confidenze notturne mai rivelate a nessuno, quella dalle foto in bianco e nero, quella ancorata al passato ma fiduciosa nel domani.
Sono una di quelle vendicative se occorre, materna sempre, ingenua con chi lo merita.
Sono me stessa sempre, e mi voglio bene con tutti i miei difetti, le mie ferite, le sconfitte, le vittorie di chi sa che ogni giorno vivere è una fortuna, un privilegio.
Sono una di quelle che non dimenticano il bene ricevuto, e ci pensano bene prima di restituire il male, perché il male non serve, non fa crescere.
Ed io voglio crescere consapevole e fiera, ogni giorno di più; voglio essere quella persona che in futuro incontrerò, che potrebbe essere di ispirazione per me e alla quale affiderò la mia mano sapendo di stare facendo la cosa giusta.
PH: Alessandro Accordini (sito https://www.lensculture.com/alessandro-accordini-1982?fbclid=IwAR0fmxTk_FevU-gxOdlJj-IzGasPYphtndX2TshZpjYmnKP0d5f_Wgwm-lQ)
Sito Facebook https://www.facebook.com/alessandro.accordini.82

Vorrei tanto tu fossi la mia pace, la mia terra, l’anello da portare al dito, la fede in Dio che ho perduto. Vorrei tu fossi il perdono che non riesco a concedermi, la nostalgia del mare, l’acqua che penetra nei miei polmoni e mi fa sentire di affogare. Vorrei tu fossi la mancanza, il desiderio anelato, la mia rabbia che trova un rifugio. Vorrei tu fossi le parole che non ho detto, le urla che ho fatto scivolare nel vento, i libri su cui le frasi ho sottolineato, il taccuino in tasca che aspetta di essere aperto. Vorrei tu fossi ghiaccio, poi sole, poi lacrima e infine pioggia.
Vorrei tu fossi passato e invece resti incastrato qui, in un presente senza tempo, né risoluzione.
Letizia Turrà
ph: Annemarieke van Drimmelen

Il Cimitero Monumentale di Milano racchiude al suo interno una storia lunga e piena di mistero. Venne inaugurato dopo un travagliato periodo il 2 novembre 1866 e qualche anno dopo divenne sede del primo forno crematorio d’Europa. Il forno venne finanziato dall’imprenditore massone Alberto Keller con una cospicua offerta (fu osteggiato dalla Chiesa che ne vedeva un ingresso diretto all’inferno).



Le statue che qui troverete trasformano questa ampissima superficie di 250 mila metri quadrati in un museo a cielo aperto, silenzioso e riflettente la poetica che un tempo legava l’uomo alla morte, che qui viene glorificata rendendo giustizia alla poesia che la vita rappresenta.
Molti sono i riferimenti e le simbologie rappresentate su alcune lapidi o edicole appartenute alla Massoneria, associazione su base iniziatica che lega molte delle sue attività a un complesso cerimoniale esclusivo ed esoterico. Ne sono un esempio i simboli riportati del compasso, le squadre, l’occhio, il triangolo, la stella a cinque punte, l’àncora…e molti altri.
Le celebrità sepolte venivano selezionate in base a criteri definiti nel 1884 da una commissione che indicò tre categorie: gli illustri, i benemeriti e i distinti nella storia patria.
Molte le leggende e i misteri che qui prendono vita. Nel famedio troviamo la tomba del Manzoni realizzata dallo scultore Giannino Castiglioni. Su essa v’è una piccola storia che narra di quando la tomba fu aperta da alcuni operai per via dell’insediamento del basamento su cui ora si trova; pare che un raggio di luce, illuminando la bara, fece apparire il corpo del Manzoni fosforescente (si trattava ovviamente di un’illusione ottica, dal momento che la salma, imbalsamata, si trova in una teca di vetro). Di conseguenza, anche la leggenda sul lungo mantenimento della salma è facilmente esplicabile, data l’imbalsamazione di Manzoni.
Un altro mistero riguarda le spoglie di Giuseppe Parini che morì nel 1799 e la cui tomba fu spostata dal cimitero della Mojazza verso il Monumentale. La sua salma, però, non raggiunse mai il Cimitero Monumentale. Alcuni sostengono che i resti vennero smarriti durante il trasporto, mentre alcuni operai sostengono di essere giunti sul posto e di aver trovato la tomba vuota. Cosa potrebbe essere accaduto? Non lo sapremo mai.

Altri personaggi illustri sono ivi sepolti, tra i quali Carla Fracci, Alda Merini, Salvatore Quasimodo e molti sono i monumenti commemorativi nella parte inferiore per le più spiccate personalità politiche e le eccellenze italiane.
Il punto che più lascerà colpiti è quello dove è situato il primo forno crematorio d’Italia, ormai in disuso.


PVLVIS ES ET IN PVLVEREM REVERTERIS – recita la scritta sopra i forni davanti ai quali troneggiano due bancali ricoperti di sacchi, opera del famigerato Maurizio Cattelan. L’opera “Lullaby” - NINNA NANNA – è stata realizzata dall’artista raccogliendo in sacchi le macerie del PAC- Padiglione d’arte Contemporanea di Via Palestro, causate da una bomba nell’attentato di matrice mafiosa del 27 luglio 1993.
Questa esposizione presso il Cimitero Monumentale è particolarmente significativa in quanto oltre al suo valore artistico e simbolico, si propone come memoriale per le 5 vittime che in quell’attentato persero la vita.



La Necropoli identifica la “città dei morti” ed è un’area prestigiosa dove gli esponenti dei casati più agiati bramavano di essere sepolti.


L’Edicola Campari (proprio lui, quello famoso per l’aperitivo) con la sua maestosa lunghezza di 8 metri (il massimo della concessione per lo spazio) è un vero capolavoro: si tratta di un gruppo scultoreo realizzato in bronzo su un massiccio basamento.
L’opera è dello scultore Giannino Castiglioni e rappresenta l’Ultima Cena.
Inutile dire che, ogni volta che vi capiterà di tornare in questo luogo, non potrete fare a meno di restarne affascinati.











Qui si trova anche il cimitero Ebraico, in gran parte trascurato. Sono moltissime le tombe dei bambini. Troneggia la cappella della Famiglia Segre e di molte altre famiglie importanti.






Questo è sicuramente uno dei luoghi più importanti ed evocativi per la città di Milano. Tutti ci ritroveremo lì, diretti verso l’unica tappa comune a tutti gli esseri viventi.

La morte sublima l’amore nell’eternità. Proprio come recita la scritta posta su questo arco: Morte non scioglie amor ma lo sublima e nell’eterna speme lo rafferma“.
Letizia Turrà
ph: Letizia Turrà, ottobre 2022


Come tutte le donne, non sono mai la stessa persona.
Posso essere assai semplice, e complessa allo stesso tempo.
Posso essere profonda e allo stesso tempo avere voglia di inseguire qualcosa di superficiale, che non mi avviluppi nella tremenda noia del prendermi troppo sul serio.
Posso essere una grande ascoltatrice, e allo stesso modo parlare senza sosta.
Posso avvertire il canto di cose tanto lontane che pochi potrebbero udire, e allo stesso tempo chiudere le orecchie per il troppo rumore.
Posso dormire al buio e nelle ore di luce.
Posso essere una grande amica, e allo stesso tempo lasciare andare coloro che mi hanno delusa, soprattutto se li ritenevo amici.
Posso trattarti bene o male, a seconda del tuo atteggiamento.
Posso trattenere con me un bene a lungo e nel frattempo, accettare di portare in tasca solo l’effimero.
Il più grave errore sarà ritenerci scontate, tentare di farci sentire inferiori o poste in secondo piano rispetto a un’altra donna, manipolarci per ottenere il nostro consenso.
Una donna non si inganna.
Amarci è la sola alternativa, comprendendo che in ognuna di noi si celi un oceano di segreti, e che in noi dimorino sentimenti spesso contrastanti.
Letizia Turrà
Ph: Charles Etomora

Credo che sia necessario mantenere uno spirito positivo e un animo sano, scevro da ogni sporca convinzione portata da un altrove spesso troppo differente da noi.
Abbiamo davvero poco tempo per lottare contro i mulini a vento.
Le energie vanno preservate, utilizzate per scopi benefici e per donare quanto di più prezioso abbiamo a chi ne ha davvero bisogno.
Se non applichiamo questa pace quotidianamente, allora non troveremo mai il modo di vivere nella serenità che tanto ricerchiamo negli altri, quando in realtà si cela già dentro di noi.
Meditate su quanto state seminando, perché il raccolto sarà la risposta.
Letizia Turrà

Sto soffiando sulla tua fronte, puoi sentirlo?
Ora soffio nella tua bocca, in quella piccola fessura dove più volte il mio nome s’è fatto spazio.
Ora ti soffio sul cuore, poi sollevo la tua mano destra e insieme tendiamo le braccia verso l’alto facendo finta di volare.
Puoi sentirlo? Puoi vederlo, vedermi?
Vago cieca per le strade, sorda e muta come qualcuno che non esiste. Solo, cammino come farebbe chiunque possedesse un paio di gambe robuste e forti.
Ma sono gambe pesanti, ingigantite da traumi.
Ora ti tengo la mano, puoi stringerla anche tu? Forniscimi l’illusione di essere ancora qui. Fa che il mio canto leggero diventi musica che riempie gli spazi dello spazio dove tu, ora sei.
Chiudo gli occhi, sono una bambina: c’è una festa con tanti addobbi fatti di carta e plastica colorata; ci sono tre pagliacci grandi e grossi che sorridono con i loro occhi scuri e dei vestiti giganti; c’è mio padre pettinato con la gelatina e abbigliato con un vestito beige e una camicia larga color panna che si stringe fin sopra il collo donandogli ancor più le fattezze di un ramo secco.
Io e Jonas siamo vestiti per bene, puliti e profumati come due gemme; posso avvertire il peso del mio codino posto in cima alla fronte che mi fa sentire ridicola. La mamma siede su una sedia con l’aria affranta e gli arti gonfi; non le importa di perdersi la festa. Non festeggia da anni alcuna ricorrenza.
Come una mano mansueta la musica lontana mi sfiora il volto bagnato da lacrime sbarazzine.
Mi sento inquieta perché ho sempre odiato i pagliacci. Dicono bugie: lo vedi quando ridono, che stanno fingendo; si intravede dal rossetto sbavato sui denti quando gesticolano disarmonicamente e poi subiscono le risate malsane del pubblico.
Solo chi, come me, costretto da sempre a portarsi addosso un mare di odori e di sapori della gente che incontra, può avvertire la loro tristezza profonda, uguale alla mia.
Letizia Turrà

Ci sono persone che costruiscono ponti e intraprendono emozioni alla stregua di un volo e poi ci sono io, che spesso rimango in “vigile attesa” rispetto alla vita che ho scelto di praticare: prendo tempo per respirare e attendo che qualcosa cambi, e ancora pazientemente resto in attesa di qualcosa che arrivi, mentre lentamente cambio e muto io; io che lascio fare alla vita per la maggior parte del tempo e che nel mio lento trasmutare mi scopro sasso e poi alga e fiume e ancora acqua, che sfocia nel mare.
Ci si concentra di più sulla vita semplicemente restando fermi, a volte.
Letizia Turrà