Una storia a km zero, come ho ritrovato me stessa attraverso il r(accolto)!

 

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Ore 7.22. Tanto sonno. Poca voglia di alzarsi. Andata a letto all’una ieri sera.

Poi guardo il soffitto e penso: “Ehi, ma perché mai dovrei restare a letto? Ho un orto che mi aspetta!”

Sono una scrittrice a tempo libero, questo ormai si sa. Il mio non è un lavoro, seppure dedichi tempo e attenzione estrema ai miei innumerevoli hobby.

Abitando in campagna poi, è semplice poter godere di un pezzetto di terra, che puoi sfruttare al meglio, se ci metti un po’ di buona volontà.

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Con queste due parole per me fondamentali (è stato mio nonno ad insegnarmele), è iniziata la mia avventura tre anni fa. Mio marito non era particolarmente entusiasta della scelta di dovermi “cedere” un quarto del suo giardino per questa missione che vedeva più come un passatempo momentaneo, che mi avrebbe demotivata e fatta cedere al primo colpo non appena mi fossi accorta che era difficile fare la contadina.

Come ogni volta che ho desiderato qualcosa, mi sono impegnata affinché riuscissi a stabilire un’empatia di fondo con la terra, un vero e autentico rapporto come quello che avevo con lei da bambina (sono cresciuta tra verde, mare, animali e terra coltivata con metodi antichi).

Quando sono uscita c’era tanto da fare. Non sapevo da dove iniziare. Poi ho visto tre piccole libellule rosse e un farfalla bianca volare tra le zucchine e i pomodori, ed ho ritrovato subito la carica.

Ho riscoperto il valore di accogliere una sfida come quella di avere i prodotti della tua terra per non dover più dipendere da un supermercato, se non per lo stretto necessario.

Perché accogliere equivale a raccogliere, anche.

La terra mi ha accolta fra le sue braccia e mi ha dato amore; quello vero, senza pretese, come farebbe una madre con il proprio figlio.

Questa è un’esperienza che condivido spesso con amici e lettori, perché ne vado fiera. Guardate come si dà da fare mio marito adesso!

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Perché alla fine più sono in mezzo agli altri e ascolto le loro storie, più comprendo che il tempo che dedichiamo a qualcuno e a qualcosa che amiamo, alla lunga, ci verrà restituito con gli interessi. Perché non puoi pensare di non fare niente e di ottenere qualcosa comunque. In quel caso quello che ti arriva non sarà determinato da una tua azione, e non avrà mai lo stesso sapore.

Ora andrò a preparare una bella pasta con le zucchine e una caponatina di pomodori e melanzane, come mi ha insegnato la tradizione.

Vi abbraccio forte, ricordate sempre: “chi non semina non raccoglie!”

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Vostra, Letizia T.

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