
Penso che ho passato tanto, tantissimo tempo a coltivare qualcosa che non sempre è cresciuto nella maniera in cui avrei desiderato che crescesse.
Tuttavia, ogni cosa ha avuto un impatto profondo su di me e sulla mia crescita personale. Oggigiorno il silenzio si fa spazio tra le mie costole per farsi sentire.
Ogni carezza che ho dato e ricevuto.
Ogni parola che ho scagliato e che è ritornata violentemente indietro.
Ogni sorriso che non ha ricevuto sempre lo stesso rimando.

Tutto mi mancherà di quello che se ne andrà, nonostante sappia benissimo che l’incorrere delle stagioni è qualcosa di naturale, che non posso fermare.
Come scrissi un tempo: “Tutto accadrà, a prescindere da me”.
In questo momento di note dolorose, lo comprendo ancora di più. Sento l’immensità di quell’urlo e la curva del mio viso si fa più consapevole, lo guardo è luminoso, le mie mani e il mio cuore ancora più aperti di prima.
Ora ragiono in termini energetici, non basandomi più sulle parole e sulle azioni altrui.

Vi lascio con le parole di Walter Mercado:
Ogni mattina quando mi sveglio è il primo giorno della mia vita.
Oggi è il mio gran giorno.
Oggi darò il meglio di me.
La vita è un costante reinventarsi, non faccio le prove per essere me stesso.

Letizia T.
ph: Il mio orto.

Ciao letizia—-la tua narrazione è nè più né meno lo scorrere dei giorni e la ns vita..c’è chi non se ne accorge e..sono la maggior parte che rincorre il nulla non ha fede né speranza…ci sono quelli che non vogliono perdere nemmeno un istante..amano e vivono per la bellezza, basta vedere i prodotti del tuo orto.. la tua voce la tua famiglia..vita in cui coinvolgi i sensi le emozioni e le passioni….questo è quanto fa di un essere una persona….ciao un abbraccio. gio
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Un abbraccio, caro Giò!
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Orto sontuoso, come le tue parole. 💕
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Sei un tesoro, grazie! Ti abbraccio.
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