La stanza degli specchi di Gaia Fabiani- Capitolo 1

Il racconto a cui assisterete, è stato scritto nel gennaio del 2024 da una persona a me molto cara. Sto parlando di mia figlia Gaia.

Grazie a questo racconto, ha vinto nella categoria giovani il premio letterario “La Provincia in giallo” di Bianca Garavelli. L’intento del comitato organizzatore del Rotary Club Cairoli è che il Premio si connoti mettendo in luce testi di narrativa che appartengono al genere “giallo noir”, di autori italiani o in lingua italiana, che abbiano scelto l’ambientazione provinciale.

Ogni settimana metterò qui un capitolo, in modo che possiate leggerlo e gustarlo, come si gusta la vita: lentamente e intensamente.

Grazie a chi ci sarà.

1.

Una mattinata come tante altre

Nei mattini pallidi ancora imburrati di foschia

Risatine come monete soffiate nei caffè

Facce ingenue appena truccate di tenera euforia

Occhi chiari, laghi gemelli, occhi dolci amari.


Era una mattinata come tante, uguale alle altre.

Jack D. si trovava a spasso con Zed, un adorabile Bassett Hound, il quale quando non era occupato a fiutare profumi e odori della campagna pavese, trascorreva la maggior parte del tempo sul divano a poltrire accanto al suo padrone, in attesa del biscotto.

L’aria spessa e brumosa della campagna si insinuò nei suoi polmoni e stranamente si accorse di quanto avvertisse farsi più pesante il respiro nel petto.

Tutto a un tratto Zed sembrò inquieto, cominciò ad agitarsi e a scodinzolare senza un reale motivo. Forse era stata una volpe ad attrarre la sua attenzione o forse una talpa; o ancora, un topo quercino che tanto adora vivere in ambienti ricchi di vegetazione.

Ma non poteva essere così, Zed era esageratamente agitato. Duecento metri più in là numerosi uccelli si erano radunati formando quasi un cerchio, agitando le ali come in attesa dell’occasione di gettarsi nel mucchio e accaparrarsi qualcosa.

‒ Zed!! ‒ gridò a gran voce per richiamare il suo cane.

Il cane non sembrò dargli ascolto, era solo interessato a quel movimento degli uccelli.

Decise allora di avvicinarsi; man mano che i passi avanzavano, sentiva il corpo diventare sempre più affaticato e sofferente.

La scoperta che avrebbe fatto di lì a poco lo avrebbe lasciato sconvolto: il corpo di una giovane donna si trovava in posizione supina tra l’erba e il fango; si riuscivano a distinguere i lunghi capelli rossi, mentre il viso era stato ricoperto di fieno. Jack D. pensò subito che chi l’aveva ridotta in quello stato si era assicurato anche di non vedere il volto della vittima. 

Mentre Jack agitava le braccia tentando di far desistere gli animali dall’infierire su quel povero corpo, Zed forniva il suo contributo abbaiando contro le bestie selvatiche.

Non restava che chiamare Andrea, il suo amico della Polizia locale di Mortara. 

Avvenne tutto velocemente: prima la polizia accorse sul luogo per effettuare i primi rilievi, poco dopo arrivò Andrea, poi giunse la scientifica con la squadra mobile. Infine, il medico legale, che confermò la tesi dell’omicidio. 

Dai documenti contenuti nel portafoglio, risultava che il corpo della ragazza che Jack D. aveva trovato appartenesse a Matilda Swann, una diciannovenne originaria della Repubblica Ceca. 

Nonostante il freddo invernale di quei primi giorni d’ottobre, la ragazza indossava un top corto che lasciava intravedere la pancia.

I jeans erano molto stretti e calati fino alle ginocchia; sull’addome qualcuno le aveva inferto numerosi fendenti.

Se Jack D. era terrorizzato, quello che sin da subito apparve più turbato fu proprio Andrea.

Mentre curava il lavoro della scientifica, i suoi occhi si bagnarono di un velo di tristezza che Jack non poté fare a meno di notare.

Gli si accostò con la sua consueta moderazione.

‒ È sconvolgente.

‒ Avevo una relazione con lei. ‒ pronunciò con un filo di voce, guardandolo dritto negli occhi.

Jack non riusciva a crederci.

‒ Cosa? Non sapevo nulla di lei, non me ne hai mai parlato.

‒ Non l’ho fatto perché stavamo insieme da poco. Io ho 30 anni e una reputazione da difendere e lei ne aveva 19, mi era sembrato prematuro parlarne.

‒ Chi può averla ridotta così?

‒ Non lo so, Jack. Troverò il bastardo che le ha fatto questo.

Andrea si voltò di scatto, dandogli le spalle.

Jack non fu sorpreso nel vederlo così scostante. Al contrario, comprendeva perfettamente la portata del dolore che Andrea sentiva.

Lui sapeva bene che cosa si prova quando perdiamo qualcuno che abbiamo amato profondamente.

To be continued…

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8 pensieri su “La stanza degli specchi di Gaia Fabiani- Capitolo 1

  1. Complimenti a Gaia per questo suo interessante racconto, dove si respira un’atmosfera intensa e suggestiva, che cattura l’attenzione del lettore fin dalle prime righe. Il contrasto tra la quiete iniziale, quasi poetica, e la brutalità della scoperta crea subito un forte impatto emotivo.
    La campagna pavese, l’aria brumosa, il comportamento del cane e il movimento degli uccelli sono descritti con una cura che rende le scene molto visive e coinvolgenti. La combinazione di dettagli quotidiani (la passeggiata con il cane, il biscotto) e il dramma improvviso dà autenticità alla narrazione. L’inserimento di Andrea come personaggio coinvolto emotivamente arricchisce la storia, introducendo un elemento personale e un conflitto morale che promette sviluppi interessanti.
    È un buon inizio per una storia che unisce poesia, mistero e dramma umano. Ancora complimenti a Gaia.

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  2. Complimenti a Gaia per questo primo capitolo del suo interessante racconto, dove si respira un’atmosfera intensa e suggestiva, che cattura l’attenzione del lettore fin dalle prime righe. Il contrasto tra la quiete iniziale, quasi poetica, e la brutalità della scoperta crea subito un forte impatto emotivo.
    La campagna pavese, l’aria brumosa, il comportamento del cane e il movimento degli uccelli sono descritti con una cura che rende le scene molto visive e coinvolgenti. La combinazione di dettagli quotidiani (la passeggiata con il cane, il biscotto) e il dramma improvviso dà autenticità alla narrazione. L’inserimento di Andrea come personaggio coinvolto emotivamente arricchisce la storia, introducendo un elemento personale e un conflitto morale che promette sviluppi interessanti.
    È un buon inizio per una storia che unisce poesia, mistero e dramma umano. Ancora complimenti a Gaia.

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  3. Mi pare un ottimo inizio! Troviamo subito sparsi sul tavolo della narrazione degli elementi interessanti e stimolanti la curiosità del lettore. Prosa molto asciutta ma non per questo meno evocativa. Complimenti a Gaia, ci ha subito incatenati al plot, ora aspetto il seguito con vivo interesse! 🙂

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