
Sono la donna cannone, quella che si considera superflua nel circo ma che da sempre esiste.
Quella su cui tutti contano perché sanno che saprà volare sopra ogni cosa, in ogni caso, con la forza del cannone che punta alla luna.
Sono una donna cannone, con ali di carta e un cuore di carne; con le gambe veloci e le espressioni lente, macchiate da un tempo inclemente.
Pesce per natura, ma poi ho paura di nuotare nel mare di squali in cui mi imbatto.
Tutti ridono della donna cannone, ma lei sa che il suo ruolo è considerevole; vuole sentirsi come gli altri perché sa di essere un pezzo importante per la squadra: ascolta giocolieri, pagliacci, si impietosisce per quelli senza un braccio o con l’occhio di vetro, gioisce per il numero di un altro che riesce alla perfezione, si bea per la vitalità degli equilibristi, sapendo che lei sulla corda non riuscirebbe a restare in equilibrio.
Sono la donna cannone, e il mio mestiere è volare, sopra tutte le cose.
Sono una donna di cartone per alcuni, e per altri una garanzia.
Apro le braccia, convinta di sapere dove mi porteranno.
Canto a squarciagola per chi sa ascoltare e resto in silenzio quando nessuno vuole sentire la mia musica.
Sono il pezzo più importante del circo, ma banale per chi ama solo ridere, fermandosi in superficie.
Sono la donna cannone, quella che in pochi comprendono, e proprio per questo, ho imparato ad amarmi da sola.
Letizia Turrà

Cara Letizia, questo tuo scritto è bellissimo e profondo. E’ una dichiarazione di auto-consapevolezza. La donna cannone capisce che la sua “musica” non è per tutti e che il suo valore non dipende dall’applauso del pubblico, ma dalla sua capacità di restare fedele a se stessa. E ‘ un brano che invita alla gentilezza verso se stessi ed alla resilienza, ricordandoci che anche quando ci sentiamo “pezzi di cartone”, siamo in realtà noi a permettere al circo della vita di continuare a girare. Noi che ascoltiamo sempre gli altri, che dobbiamo però imparare anche ad ascoltare noi stessi. Per raggiungere consapevolezza, leggerezza e distacco.
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Carissimo Agostino, come sempre la tua sensibilità riesce a lasciare dentro di me un passaggio indelebile. Ti abbraccio con amore. Ci arriverò, amico mio. Tua per sempre amica.
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