Kodak Paper

I libri usati riservano anche tante sorprese, come questa vecchia foto stampata su carta fotografica Kodak ( la c.d. “Kodad Paper”) dell’agosto del 1972.
Due bambini sono seduti sul tavolino di una presunta sala da pranzo: lui ha una chioma fulva e uno guardo intimidito; apre poco le mani tenendo gli occhi chiusi.
La piccola ha una faccina trasognante e uno splendido caschetto del colore del cioccolato.
A dividerli, un vaso cinese molto in voga in quegli anni nelle case, che tiene avviluppato un bouquet di fiori dallo stelo lungo, che tanto ricordano i gigli.
Questa fotografia è poesia: la vita impressa nei lineamenti innocenti, nel mistero di due bambini che mi piace immaginare abbiano intrecciato le loro strade, diventando complici e forse, nel loro piccolo, combattenti silenziosi per un bene più grande.

Sì, lo ammetto: sono romantica.
Eppure, nello sguardo di lei rivedo me stessa — bambina fiduciosa, con le calzette bianche e la frangetta ribelle — che attende, con le mani raccolte e la mente già altrove.
I due bambini forse (mi piace pensare) sono diventati migliori amici e hanno, nel loro piccolo, lottato per cambiare in meglio la loro vita e le vite degli altri.
Sono troppo romantica, lo so.
Eppure mi riconosco nello sguardo di lei, con la mente condotta chissà dove, e le manine che attendono un miracolo.
Chissà cosa staranno facendo, oggi, questi due sconosciuti ignoti.
Chissà che la fortuna non voglia che si riconoscano in questa immagine.
Io ci spero ancora.

Letizia T.

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