
Non terrorizzate i vostri bambini con la vita eterna. Ditegli che da morti si diventa alberi.
I grandi alberghi degli uccelli.
Diego Cugia
Ci insegnano a crescere secondo determinati principi; instillano in noi concetti sacri e profani fin dalla nascita, veniamo sopraffatti da messaggi subliminali in continuazione. Tutti ci spiegano la vita, nessuno ci spiega la morte.
La verità è che non siamo mai pronti per “il momento che verrà”. – Vegliate, perché non sapete quando la morte arriverà – dovrebbero dirci i nostri genitori. Invece il pacchetto di bugie è talmente grande, che finiscono per crederci anche loro a quelle fantasie che professano.
Diventiamo cibo per gli uccelli sul terreno, proprio come Matilda, e diventiamo cibo per i vermi, quando siamo sottoterra.
Finiamo per arricchire il suolo su cui siamo stati per un medio o lungo termine durante la nostra vita.
Da quando si era trasferito da Londra a Mortara, la vita di Jack era stata completamente stravolta da una serie di eventi.
Sua moglie Clara desiderava tornare nel luogo in cui era nata, così avevano acquistato la vecchia casa del nonno in Via dei Martiri, su espressa richiesta della donna.
Due anni dopo, una leucemia aveva portato via la sua Clara e tutti i loro progetti futuri.
Andrea era l’unico amico che gli era stato vicino, senza farlo mai sentire uno straniero. Si erano conosciuti per caso, anche se Jack non credeva nel caso; ogni evento, infatti, accade sempre per un motivo specifico.
Non era nemmeno un caso il fatto che fosse stato proprio lui a ritrovare Matilda, la fidanzata del suo più caro amico.
Si guardò intorno come fosse un estraneo. La casa mostrava tutti i segni della decadenza: la poltrona antica e logorata ereditata dal nonno di sua moglie, una lampada vecchia color crema vicino al tavolino da lettura, una vecchia televisione degli anni ottanta che trasmetteva ormai solo due canali e le tende, cariche del tabacco che Jack amava fumare.
‒ Che cos’è accaduto a quella ragazza, Zed? Signore, dammi la forza di aiutare il mio amico in questo momento.
Teneva le mani incrociate mentre il cane lo guardava e allo stesso tempo non poteva fornirgli le risposte alle mille domande che aleggiavano nella sua mente.
Devi trovare qualcuno di davvero fragile come te per affidargli ogni tuo segreto, ogni dettaglio, ogni lato oscuro che ti riguarda. Soltanto così avrai la garanzia che il tuo vivere non sia stato speso inutilmente. O forse tutto ciò che devi fare è trovare qualcuno pazzo come te, così da assolvere ogni tua caduta.
Cadde in un sonno profondo, guardando fuori dalla finestra la gente passare.
Tratto da “La stanza degli specchi”
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