
Così restava ad osservarla, pensando al fatto che adorasse il temperamento di quella donna, più insicura di chiunque altro e ancor più bella di quanto non fosse insicura.
La amava al punto da starsene ogni mattina lì, a fissarla mentre dormiva in quello spazio ristretto, quando la luce ancora fioca cercava uno spiraglio tra cui insinuarsi nell’oscurità della stanza.
Letizia Turrà, “Il posto più bello del mondo è da nessuna parte”
ph: Me for Cristal Caporale
