Vi porto con me a scoprire le Isole Borromee! Parte II (Isola dei pescatori e Isola Madre)

Benvenuti nella parte II del nostro viaggio!

Dopo pranzo abbiamo visitato l’Isola dei Pescatori, la sola ad essere ancora abitata.

Esiste una piccola chiesetta edificata nel 1878.

Non poteva mancare un piccolo cimitero, quasi a ricordare che non di solo turismo vive l’uomo. La morte ci riporta tutti sul piano dell’umiltà, ancora una volta.

Il caldo torrido ci ha quasi fatti impazzire, ma non ci siamo persi d’animo, mancava l’isola più importante e a mio avviso l’ultima tappa che riconduce reiteratamente la Natura madre all’Uomo.

Questo è infatti il nome dell’ultima isola che abbiamo visitato.

Con i suoi otto ettari di estensione, l’Isola Madre è la più grande delle Isole Borromee. Flaubert la definì “il luogo più voluttuoso al mondo“. L’anima dell’isola è rappresentata dal suo parco; un tempo tenuta agricola con ulivi, castagni e ciliegi, oggi si è trasformato in una terrazza enorme di aranci, limoni, cedri e splendidi giardini all’italiana.

Addentriamoci nel Palazzo principale…

La culla con l’incisione “humilitas” di cui vi ho parlato che si trova all’interno del dipinto della Contessa Borromeo.

La stanza del collezionista.

Gli splendidi giardini di fiori di loto, la caffetteria e Book shop

Alberi maestosi, salotti veneziani, Teatri di marionette si mostrano orgogliosi ai visitatori nonostante siano ormai prossimi ai due secoli di vita.

Le sale del Teatro delle marionette sono tra le più importanti e contengono al loro interno allestimenti, marionette, interi copioni, ricevute di pagamento, partiture musicali: un vero e proprio teatrino davanti al quale la famiglia Borromeo intratteneva i suoi ospiti.

Un ultimo giro a Stresa, prima di fare ritorno a casa…

La nostra intensissima giornata è volata come volano le foglie nel vento ed io sono ancora grata per questi momenti meravigliosi che abbiamo condiviso con il nostro amico Agostino. Non finirò mai di ringraziarlo per la sua preziosa amicizia.

Come lui stesso ha scritto: L’umiltà è un fiore prezioso e raro…come ci insegna la saggezza popolare, l’albero carico di frutti sta con i rami abbassati. Semplicità e umiltà sono forze silenziose e discrete che accompagnano e rendono forti le persone creative e di effettivo valore.

Un abbraccio a tutti voi e grazie per essere giunti fin qui.

Letizia Turrà

ph credits: Letizia Turrà

Info sulle isole: brochure delle Terre Borromee

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