DisneiAmo al Parco Giardino Sigurtà sabato 2 settembre!

Sabato 2 Settembre alle ore 18 sul Main Stage di Magico Mondo del Cosplay, vi aspetta uno show imperdibile: Disneiamo, uno spettacolo musicale e interattivo che ripropone le atmosfere Disney dal 1937 ad oggi!

DisneiAmo ripercorre in musica i più grandi capolavori animati creati dal papà di Topolino dal 1937 fino ai nostri giorni, tra medley, sketch e canzoni indimenticabili che hanno fatto sognare intere generazioni!

Uno show live frizzante e interattivo con quattro protagonisti d’eccezione: Stefano Bersola, Pietro Ubaldi, Letizia Turrà e Giorgia Vecchini.

Un’occasione per vivere tutta la magia dei sogni Disney in un unico spettacolo, per grandi e piccini.

Vi aspettiamo nella splendida location del Parco Giardino Sigurtà a Valeggio sul Mincio.

Per info e biglietti https://www.facebook.com/parcogiardinosigurta

Vi porto con me a scoprire le Isole Borromee! Parte II (Isola dei pescatori e Isola Madre)

Benvenuti nella parte II del nostro viaggio!

Dopo pranzo abbiamo visitato l’Isola dei Pescatori, la sola ad essere ancora abitata.

Esiste una piccola chiesetta edificata nel 1878.

Non poteva mancare un piccolo cimitero, quasi a ricordare che non di solo turismo vive l’uomo. La morte ci riporta tutti sul piano dell’umiltà, ancora una volta.

Il caldo torrido ci ha quasi fatti impazzire, ma non ci siamo persi d’animo, mancava l’isola più importante e a mio avviso l’ultima tappa che riconduce reiteratamente la Natura madre all’Uomo.

Questo è infatti il nome dell’ultima isola che abbiamo visitato.

Con i suoi otto ettari di estensione, l’Isola Madre è la più grande delle Isole Borromee. Flaubert la definì “il luogo più voluttuoso al mondo“. L’anima dell’isola è rappresentata dal suo parco; un tempo tenuta agricola con ulivi, castagni e ciliegi, oggi si è trasformato in una terrazza enorme di aranci, limoni, cedri e splendidi giardini all’italiana.

Addentriamoci nel Palazzo principale…

La culla con l’incisione “humilitas” di cui vi ho parlato che si trova all’interno del dipinto della Contessa Borromeo.

La stanza del collezionista.

Gli splendidi giardini di fiori di loto, la caffetteria e Book shop

Alberi maestosi, salotti veneziani, Teatri di marionette si mostrano orgogliosi ai visitatori nonostante siano ormai prossimi ai due secoli di vita.

Le sale del Teatro delle marionette sono tra le più importanti e contengono al loro interno allestimenti, marionette, interi copioni, ricevute di pagamento, partiture musicali: un vero e proprio teatrino davanti al quale la famiglia Borromeo intratteneva i suoi ospiti.

Un ultimo giro a Stresa, prima di fare ritorno a casa…

La nostra intensissima giornata è volata come volano le foglie nel vento ed io sono ancora grata per questi momenti meravigliosi che abbiamo condiviso con il nostro amico Agostino. Non finirò mai di ringraziarlo per la sua preziosa amicizia.

Come lui stesso ha scritto: L’umiltà è un fiore prezioso e raro…come ci insegna la saggezza popolare, l’albero carico di frutti sta con i rami abbassati. Semplicità e umiltà sono forze silenziose e discrete che accompagnano e rendono forti le persone creative e di effettivo valore.

Un abbraccio a tutti voi e grazie per essere giunti fin qui.

Letizia Turrà

ph credits: Letizia Turrà

Info sulle isole: brochure delle Terre Borromee

Vi porto con me a scoprire le Isole Borromee! Parte I (Isola Bella)

Abbiamo un tempo limitato su questa terra. La vita, sebbene ci conceda lo spazio, è qui da molto molto più tempo di noi e il suolo sul quale poggiamo lo sguardo e rivolgiamo i nostri passi può essere una severa macchina del tempo che sovente ci rimprovera, ricordandoci che l’umiltà ha un’enorme importanza.

“Humilitas” è la parola che ci ricorda lo stretto legame della famiglia a cui appartengono questi tesori: l’umiltà davanti a Dio e alle virtù, simbolo dello stemma dei Borromeo, una importante famiglia italiana molto influente nella città di Milano e nelle zone, appunto, del Lago Maggiore.

Le Isole Borromee si trovano in un arcipelago di 20 ha situato nel medio Lago Maggiore. Questo tratto di lago bagna i principali comuni turistici di Stresa, Verbania e Baveno.

Partendo dalla principale Isola, non si può che restare folgorati dall’immensità di un lago che tanto assomiglia al mare; a bordo di un motoscafo noi quattro e il nostro amico Agostino incominciamo il nostro viaggio diretti verso Isola Bella, dove ha sede il Palazzo Borromeo, il quale gode di un giardino barocco all’italiana.

Prima della visita al Palazzo, ne abbiamo approfittato per godere di un giretto sulla spiaggia, abitata da migliaia di uccellini e da gabbiani.

All’interno del Palazzo, si trova La Galleria Berthier, uno dei rari esempi di collezione barocca conservata nel Nord Italia: un mosaico di oltre 130 quadri che include capolavori, opere d’arte barocche e alcune copie dei grandi maestri del passato quali Raffaello, Correggio, Tiziano, Guido Reni.

Questo splendido dipinto è stato realizzato dalla Contessa Elisabetta Borromeo in persona. Il titolo è “La culla dell’erede col cane che sorveglia” e riprende il tenero atto di protezione dei due cani di casa intenti a vegliare sul piccolo Giberto, ancora neonato in fasce. Troneggia la parola “humilitas” sulla culla. La stessa che più avanti vi farò vedere.

Magnifici affreschi raffiguranti scene di natura a cui si mescolano animali quali pavoni e civette troneggiano in alto, tramutandosi quasi in occhi indisturbati che sorvegliano gli avventori.

Uomo e natura, continuamente rievocati nei dipinti che raffigurano la vita quotidiana.

Questo straordinario tavolo è stato realizzato con mini tessere di mosaici, un’opera di notevole bellezza! Si tratta del dono di Papa Leone XII a Giberto Borromeo.

Molto belle anche le collezioni di burattini e di giocattoli.

Questo documento fu stilato e siglato dai rappresentanti del regno d’Italia (tra cui Benito Mussolini), di Gran Bretagna e Francia, che cercarono un accordo per contrastare le mire espansionistiche della Germania hitleriana.

Le Grotte sono uno dei tratti distintivi dei Palazzi dei Borromeo (Villa Litta Borromeo, che ho visitato due anni fa presenta le stesse caratteristiche).

Erano pensate per stupire gli ospiti e offrire refrigerio dal caldo estivo.

Passiamo al Salone Nuovo, lo spazio più ampio del palazzo che si eleva oltre i tre piani dell’edificio. Realizzato alla fine del ‘600 su ispirazione della Chiesa milanese di San Lorenzo, possiede pareti azzurre su cui risalta il bianco delle decorazioni a stucco. Tra queste, quattro putti reggono gli emblemi in bronzo che campeggiano nello stemma di famiglia: il dromedario, l’unicorno, il morso e il cedro.

La galleria degli arazzi lascia stupefatti per la ricchezza di dettagli con ben sei arazzi fiamminghi. Merita sicuramente un occhio più attento (pochi si soffermano in questo ambiente considerato che è l’ultimo tra le esposizioni al chiuso).

Uscendo si incontra l’atrio di Diana, uno spazio di forma poligonale, elemento di raccordo tra il palazzo e il giardino. Prende il nome dalla stessa statua collocata dietro la fontana. La continuità tra l’ultimo ambiente – quello degli arazzi – e questo – è dato dalla pavimentazione a ciottoli neri e bianchi.

Una magica scalinata investita da un potente raggio di sole ci introduce al Teatro Massimo, cuore del giardino. Le stature e gli obelischi che decorano le esedre sovrapposte, sono state quasi tutte realizzate da Carlo Simonetta alla fine del ‘600. In alto, le personificazioni di Arte e Natura. Svetta l’unicorno, simbolo della famiglia, mentre ai lati si trovano i quattro elementi che governano la Natura: aria, acqua, terra e fuoco.

Il tripudio di colori e l’esplosione di una natura a tratti sconosciuta lascia stupefatti di fronte alla cura e all’amore che questi ambienti ricevono – e di conseguenza – restituiscono.

Abbiamo lasciato il magico Giardino d’amore con enormi alberi di tasso, ulivi secolari, piante di limoni, aiuole perfettamente scolpite con motivi geometrici, un Belvedere su tutto il panorama e due pavoni bianchi, completamente indifferenti ai visitatori ai quali, è evidente, sono fin troppo abituati.

Non può mancare la visita all’ultimo capolavoro mozzafiato: la “Serra Elisa” (la più grande dell’isola), nata a inizio Ottocento come giardino d’inverno, oggi trasformato in un micro-ambiente che raccoglie piante esotiche e rarità botaniche.

Abbiamo pranzato in un ristorante davvero molto carino: il Lemontree, che possiede un proprietario sopra le righe: un appassionato collezionista di chitarre appartenute a famosi musicisti. Merita assolutamente una visita 😉

Un abbraccio a tutti voi e grazie per essere giunti fin qui. Ci vediamo nella parte II.

Letizia Turrà

ph credits: Letizia Turrà

Info sulle isole: brochure delle Terre Borromee

Invecchiamo un’ora insieme

Vieni a trovarmi
se puoi
fra un taxi e una telefonata
un contratto
e un’arrabbiatura
tra un giornale e una preghiera
tra un film e un aperitivo
vieni a trovarmi
finché son vivo
una mattina
una sera
scambiamoci un sacco
d’idee sbagliate
invecchiamo un’ora insieme.

Marcello Marchesi

ph: Paul Almàsy