Evolviti.

Ci sono persone che continuano a parlarmi come se fossi la stessa persona di un tempo; ma io non sono la stessa di ieri, e domani non sarò la stessa di oggi. Ho scelto di evolvermi, di cambiare, detesto la noia e le preoccupazioni stagnanti.

Desidero essere libera di pensare diversamente da chi si è adagiato nella propria culla di vita; so che essa è troppo breve per continuare a desiderare di avere sempre di più come se questo rappresentasse il vero nutrimento dell’IO. 

In realtà non c’è niente che là fuori vi soddisfi più dell’aver coltivato voi stessi apprezzando quanto già possedete. Non ci sarà sesso, né passione, né complicità, né vera amicizia, se prima non avrete fatto amicizia con voi stessi.

Coltivate pensieri felici, abbracciate chi avete vicino, ricordate perché avete scelto quelle persone al vostro fianco e ricordate che anche una fiamma spenta può riaccendersi e deve essere rispettata nel suo fioccare lento. Perché anche la fiamma ha bisogno di evolvere, di modificarsi. 

Ricordate soprattutto che la solitudine sarà uno dei prezzi da pagare per aver imboccato certi percorsi; coltivate pure quella, la preziosa solitudine e il silenzio, che tanto insegna.

Letizia Turrà

ph: Erica Campanella

Estratto del giorno, l’infanzia di Laura.

Nonno Nestor biasimava le cattive abitudini di mia madre.

Anche se non disse mai apertamente quello che pensava riguardo questa cosa, poiché rispettava enormemente le scelte di mio padre, era possibile intuire il suo pensiero dagli sguardi e le occhiatacce ogni volta che metteva piede in casa nostra.

Fece in modo che io passassi più tempo possibile con lui per portarmi al di fuori di quelle quattro mura.

Mio padre era ormai rassegnato per la situazione e anche io dovetti constatare che quella donna che tanto avevo amato da bambina, si era trasformata nella sua controfigura imbruttita e a tratti sprezzante.

Solo a volte.

Perché vi sono stati momenti in cui ho davvero tentato di comprendere che quello che mia madre ha vissuto non è stato semplice e che forse io stessa mi sarei chiusa in me stessa se avessi visto mio padre morire davanti ai miei occhi.

Forse fare i genitori non è facile come si possa pensare, soprattutto quando si hanno ferite inconcluse, e certi capitoli sono ancora tanto vistosamente aperti.

Probabilmente come figlia avrei dovuto essere in grado di perdonare mia madre per le sue mancanze e lasciare il passato alle spalle accettando quello che nel presente le persone amate scelgono di diventare.

Mi mancavano tanto i momenti in cui le chiedevo cosa fosse quella grande e luminosa palla gialla nel cielo che tutti chiamavano “luna”.

La guardavo spesso chiedendomi se ci stesse seguendo perché, da qualunque parte ci girassimo lei era sempre lì, ferma e nella stessa posizione.

-“Mamma guarda, la luna ci segue!”, le dicevo convinta.

-“Non è così, tesoro. Siamo noi che continuiamo a girare con la macchina, ma la luna rimane sempre lì, ferma sullo stesso posto.”

Nonostante la sua risposta che doveva servire a togliere ogni dubbio, continuai a ritenere a lungo che fosse la luna a seguirci. “Ci segue eccome”, mi dicevo.

Letizia Turrà, “Il labirinto di orchidee”

ph: Georges Dambier – Marie Hélène Arnaud

La gentilezza d’animo appartiene soltanto ai forti.

Sto tentando in tutti i modi di mantenere sana la mia mente, di riportare su un piano di pace il mio volere, di arricchire i miei interessi e la mia visione con lo scopo di crescere interiormente. Ogni giorno, mi trovo alla disperata ricerca di nutrimento per la mia mente, di piccoli atti di gentilezza che mi mancano terribilmente. 

La realtà è che ci sono più persone che dormono intorno a me, rispetto a quelle “sveglie” e capaci di tenere stretta un’amicizia.

Ho trovato qualche risposta a questa mia necessità specchiandomi nella natura. Solo Lei mi sostiene in questo. Se ne sta lì buona buona come una grande amica, mi invita ad avere la pazienza di aspettare, mi richiama ogni qualvolta qualcosa fa capolino dal mio orto, pronto per essere raccolto. Mi insegna che nulla può essere raccolto, se prima non hai seminato. L’uomo è troppo presuntoso per comprendere questa immensa verità.

​La natura mi sta educando a quella gentilezza, a quella pazienza, mi invoglia a credere ancora nell’Universo.​

Non desidero che una pace da abbracciare. 

Letizia Turrà