L’amore di una mamma megattera

«Mamma è grossa, come una megattera. Anzi, la mamma è una megattera, perché sui suoi fianchi prominenti ci sorge il sole nei primi giorni d’autunno, quando stende fuori i panni che profumano ancora di sapone di Marsiglia e lavanda essiccata. Persino il suo canto ricorda quello delle balene di Dunkerque che vidi una volta sola, anche se nessuno mi crede. Ho chiesto a un sacco di persone al molo se avessero mai visto una megattera. Molti di loro mi hanno preso per pazzo, altri in simpatia perché forse hanno visto cose ancora più straordinarie di una balena, qui. Il respiro di mia madre quando stira assomiglia al fruscio delle onde che si sfregano fra loro portando sulla riva conchiglie e pesci morti. Amo il fiato caldo della mamma che si deposita sul centro della mia testa quando mi bacia la fronte, e poi la asciuga dalle goccioline di sudore. Sembra uno di quei soffi eterni destinati a non morire mai, proprio come le balene in balìa delle onde. Sento che la mamma è l’unica in grado di comprendermi, l’unica che sappia cosa mi passa per la testa. Proprio così, la mamma è la cosa più grande del mondo. E la mia, è una megattera».

Letizia Turrà
(2020)

📷Emma Hartvig

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