Ciao Franco…

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La mia memoria si è persa dentro la forza luminosa delle tenebre e distogliendo lo sguardo dalla luce che rabbuia il mondo è scomparsa tra le nere acque di un pauroso mare.

La mia memoria si è persa per raggiungere i luoghi di incanto e magia, che profumano di inganno.

Tra riflessi d’ambra e sentori di incenso si è risvegliata dal sogno per farsi regina di una conoscenza che contempla mille verità, ma non reclama verità alcuna.

Ha viaggiato tra i dispersi infiniti di un assolato deserto e avanzando immobile dal più potente dei richiami, è giunta tra i giardini segreti di Damasco, silenziosa e pura fino all’animo.

Mi hai seguita fin qui, dove il respiro della terra quieta svela i suoi segreti, solo ad ovest, dove la fine è un’accogliente porta d’entrata.

Osservando le nuvole al tramonto scoprirai che tutti i sogni e i luoghi incantati della terra assomigliano alla morte. Il suo richiamo è qui, nella trama colorata del cielo, e forma intrecci di fuoco come vorticose spirali di un Mandala.

Si nasconde tra le dune silenziose ed il loro gioco di armonie segrete è nel suono del vento che le avvolge con la sacralità salvifica di un canto.

La morte è un luogo di libertà che spinge i viaggiatori all’esilio; mutevole fiera figlia del silenzio, abbandono e visione, processo alchemico che tramuta l’ombra in luce nel disordine apparente che concilia gli opposti.

Era qui al crepuscolo, come un nemico di sabbia addormentato, che custodisce sentieri d’amore e di paura.

Né bene, né male.

La morte è racchiusa qui, nel cerchio della vita tra il sogno e l’attesa.

È il riflesso di un’immagine senza tempo venuta a mescolarsi col ritmo dell’universo.

La morte è là, dove si ravvisano i segni del divenire e attecchisce il perdono.

Non distogliere lo sguardo dalla morte e dal suo inganno, seguilo senza farti domande, così come accetti il profumo di un fiore o l’albeggiare di un fertile mattino.

Chi non cede ai sogni e la magia della vita, non conosce né morte né realtà, né conforto.

Solo dimenticando potrai morire e rinascere. Non cambiare il mondo, diventa morte e potrai raggiungere la tua parte immortale.

Che tu sia respiro del vento, riflesso degli astri notturni, ombra della mia assenza, mare calmo o scintilla Divina, apri i miei occhi e ovunque tu sia diretta, portami con te verso un destino di irresistibile bellezza che guidi le infinite possibilità del mio spirito verso la compassione perenne.

Solo chi sottrae il suo cuore alla ferocia dell’ego e innalza templi all’eterno, sa che la morte non muore né mai nascerà.

Franco Battiato, “Attraversando il bardo”

2 pensieri su “Ciao Franco…

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