Niente dura.

 

 

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Niente dura in eterno. Niente proprio.

Man mano che il tempo avanza ne sono sempre più consapevole; ché tutto ha avuto la sua importanza e niente mi è stato restituito, né il bene che ho fatto né le parole che ho pronunciato.

Niente ritorna, neppure la mia voglia di ricominciare a scrivere.

È un periodo di vuoto letterario, di svuotamento del contenitore che era la mia cassa toracica fatta di sentimenti, che lentamente si dipana per lasciare spazio a delle nubi interpretative su quanto precedentemente vissuto.

Ho scritto milioni di parole, ne avrò dette altrettante. Tuttavia, tutta questa richiesta di essere ascoltata non è stata che un vano tentativo per me di ritrovare ciò che credevo di voler essere, una scrittrice.

Oggi so che sono molto più di questo.

Non penso più a me come la persona che voleva lasciare un segno nell’editoria; io voglio lasciare un segno nella mia vita riservata, fatta degli sguardi innocenti delle mie figlie ancora piccole, del mio orto bagnato dal sole e della voce di mio marito, l’unica presenza indispensabile nella mia vita.

Avevo molti amici scrittori e artisti. Qualcuno è rimasto, qualcun altro si è volatilizzato ed è stato di passaggio sul sentiero giusto il tempo di un battito d’ali. Qualcun altro ha lasciato delle cicatrici indelebili che non potrò mai cancellare, qualcun altro giungerà di nuovo a riempire gli spazi tra un rigo e un altro.

Sono solo io che sono cambiata; non mi sento più incastrata in un meccanismo dal quale ho voglia o necessità di uscire perché mi sta togliendo aria vitale.

Ora so che respiro a fondo anche senza tutte quelle cose che sembravano l’inizio di chissà quale nuovo mondo.

Ecco, io non mi ci ritrovo più tra quelle parole e non ho voglia di scriverne altre, poiché non devo più riempire in modo assoluto i miei giorni.

Perché a un certo punto sono diventati i “nostri” giorni, qualcosa che volevo e potevo condividere insieme alla mia famiglia, senza nessun altro ad interferire.

Niente dura, quindi vivo del presente che mi viene consegnato nelle mani in ogni istante, non esiste niente di più importante del presente, racchiuso fra queste mie dita.

Ho impiegato anni per comprenderlo. Anni fatti di silenzi, di lacrime, di momenti esilaranti ed estremo caos interiore.

Non ho più bisogno di sentire, so che esiste tanto al di là di tutto questo mare, che già prima sentivo e percepivo, e avevo a mia disposizione.

Abbiate cura di voi e prendete per mano anche i silenzi che vi porterà ogni vostro giorno, senza avere la paura di riconoscere che è solo lì, nel presente, che risiede il vostro reale potere.

A presto, Letizia T.

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6 pensieri su “Niente dura.

  1. Nel presente vive e vigila anche la morte per la quale ciò che racchiudiamo tra le nostre dita così gelosamente come se fosse la sola cosa al mondo a resistere, è polvere che al momento opportuno soffierà via. E noi guarderemo le nostre dita come una donna anziana guarda delusa le sue ormai disadorne degli anelli che sono scivolati via a sua insaputa. Coraggio Letizia. La fotografia che hai scattata di te, si completa, se mi consenti, con il mio commento sullo sfondo.

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  2. Caro Marcello, ho trovato una chiave preziosa, quella appartenente ad una porta che ho sempre avuto davanti. Questo pezzo non l’ho scritto perché mi manca il coraggio, tutt’altro. Ho finalmente trovato il coraggio di guardare in faccia la realtà e di comprendere quello che davvero voglio si realizzi. Un abbraccio a te.

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